La diversità culturale come valore aggiunto: la realtà scolastica di Pioltello

22.09.2026 06:45
La diversità culturale come valore aggiunto: la realtà scolastica di Pioltello

La scuola di Pioltello riflette la trasformazione demografica della città

PIOLTELLO (Milano) – Nelle scuole di Pioltello, otto alunni su dieci sono stranieri, con istituti come l’Iqbal Masih, che conta 1.200 iscritti, e il Mattei-Di Vittorio, che ne ha circa 2.000. Questa evoluzione demografica, iniziata negli anni Novanta, si manifesta chiaramente nelle aule, dove più di 70 etnie e nazionalità convivono, portando a una media del 70% di studenti di origine straniera. In una città in cui un residente su quattro proviene dall’estero, le scuole rappresentano un luogo cruciale per la convivenza tra culture, come evidenziato dai disegni e lavori creati insieme dai bambini. “La differenza che sulla carta sembra enorme, tra i banchi scompare”, riporta Attuale.

La sindaca dem Ivonne Cosciotti sottolinea che “il nodo non sono i bambini stranieri, ma semmai che non ci sono gli insegnanti”. In un contesto in cui gli affitti elevati ostacolano l’arrivo dei docenti da fuori città, si fa sempre più difficile formare classi adeguate. Cosciotti evidenzia che “per un professore è difficile permettersi una casa qui”, mettendo in luce una realtà complessa che si intreccia con le polemiche passate, come quella sul Ramadan all’Iqbal Masih, durante la quale la scuola era stata chiusa in occasione della festa finale del digiuno.

Le aule delle scuole di Pioltello vedono un incontro di decine di comunità: eritrei, somali, peruviani, egiziani, marocchini e romeni, molti dei quali bambini nati e cresciuti in Italia. Salvatore Longobardi, dirigente scolastico del Mattei-Di Vittorio, afferma: “Imparano a stare insieme e ad accettare le diversità in modo naturale”. La scuola valorizza le lingue di origine, l’inglese e le tradizioni locali, creando un vero melting pot, considerato il valore aggiunto dell’offerta educativa. Longobardi aggiunge che, nel caso in cui dovessero entrare in vigore i tetti ministeriali per la presenza di alunni extracomunitari, la sindaca ha già pianificato una provocazione: “Scambieremmo gli alunni con Cernusco sul Naviglio e Segrate”.

Dietro questo fenomeno si cela anche la questione del “white flight”, con famiglie italiane benestanti che abbandonano le scuole pubbliche per istituti privati. Cosciotti osserva che “la scuola pubblica rischia di rimanere per chi ha meno strumenti”, nonostante molte famiglie straniere riconoscano il valore dell’istruzione. “Stiamo cercando di garantire opportunità adeguate ai bambini in un contesto unico, ma si creano enormi disparità con scuole dove l’immigrazione sembra assente. Vorrei sapere dove va a scuola la figlia della premier, considerando che l’immigrazione esiste e non si può ignorare”. Ogni mattina, a Pioltello, la campanella suona per tutti, riflettendo una comunità in continua evoluzione.

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