La vigilia di Natale è cronometrata. Mamma Catherine abita nella casa protetta in cui sono stati trasferiti i suoi tre figli a Vasto e, alloggia al piano superiore, può incontrare i bambini nell’orario dei pasti: il tempo che trascorre con i due gemellini di 6 e la maggiore di 8 anni è programmato dal giudice e stabilito dai servizi sociali. Papà Nathan è rimasto a Palmoli: trascorre le sue giornate tra la Casetta di Nonna Gemma e il rudere nel bosco, il rifugio di pietra in cui alleva e accudisce gli animali. Questa situazione complessa evidenzia le tensioni familiari e le difficoltà legate alla tutela dei minori, riporta Attuale.
I progressi già definiti “apprezzabili” dalla Corte d’Appello
La Corte d’appello dell’Aquila, con l’ordinanza del 19 dicembre, ha rigettato il reclamo urgente dei Trevallion contro il provvedimento di allontanamento del 20 novembre: la sospensione della potestà genitoriale era fondata su valide ragioni giuridiche, come indicato nella decisione. Ora tocca ai giudici di primo grado valutare i passi avanti compiuti dalla famiglia da quella data a oggi, progressi già definiti “apprezzabili” anche dalla Corte nel dispositivo. I genitori della famiglia di Palmoli sperano che il 25 dicembre possa essere un momento di riunione, anche se sotto il controllo dei servizi sociali: una “concessione”, motivata dal “cambiamento” dimostrato dalla coppia, in attesa del pronunciamento definitivo sulla potestà genitoriale. Un (meritato?) regalo di Natale.
Il compromesso: potestà genitoriale in capo ai servizi sociali
Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, il tribunale potrebbe decidere di far ricongiungere i piccoli con i genitori senza riaffidare la responsabilità genitoriale a Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. La potestà genitoriale, al momento, rimarrebbe in capo ai servizi sociali, una soluzione che garantirebbe la sicurezza dei minori senza far decadere le precauzioni istituzionali. Tale “controllo” va inteso come un “monitoraggio costante” e una “tutela attiva” dello Stato sui tre bambini. La famiglia si riunirebbe non nel rifugio nel bosco ma nella casa colonica di Nonna Gemma, identificata come soluzione “ponte” in attesa che vengano completati i lavori di ristrutturazione del rudere in pietra e legno. Lo scorso 4 dicembre, dopo l’udienza al Tribunale per i minori dell’Aquila, i giudici si sono riservati e si aspettano una decisione proprio in corrispondenza del Natale sulle istanze presentate dai legali Solinas e Femminella.
C’è “la volontà di aderire alle prescrizioni mediche, dimostrando una maggiore disponibilità a collaborare”
I progressi della famiglia sono stati evidenziati nelle relazioni depositate dalla curatrice speciale, avvocata Marika Bolognese, e dalla tutrice Maria Luisa Palladino. Nathan e Catherine, secondo quanto riportato, hanno abbandonato la linea di intransigenza, mostrando “una maggiore disponibilità a collaborare con i professionisti sanitari”, consapevoli che tali accertamenti sono diretti a garantire il benessere dei figli. Questa “evoluzione” assume importanza nella prospettiva dell’interesse dei minori, parametro di riferimento primario per la valutazione delle autorità competenti. Si sottolinea che al momento dell’allontanamento uno dei tre bambini manifestava “una bronchite acuta con broncospasmo non segnalata e non curata dai genitori”: episodi simili non dovranno più ripetersi.
“I piccoli saranno riascoltati al riparo da potenziali condizionamenti dei genitori”
I bimbi dovranno essere sentiti nuovamente dal Tribunale per i minori dell’Aquila e senza influenze da parte dei genitori. I giudici nel provvedimento di Corte d’Appello evidenziano che l’ascolto dovrà avvenire con la partecipazione di un interprete e garantire la libertà espressiva dei minori. Questo passo è considerato un diritto del minore, assicurando così la loro libertà di autodeterminarsi e esprimere la propria opinione.