Roma – Stefano e Roberta non hanno più lacrime. Per giorni i genitori di Federica hanno sperato, un’aspettativa presa a pugni dal tempo che passava, dagli indizi insanguinati e dalle bugie del genero. Stefano ha addirittura organizzato una ricerca personale con una squadra di amici cacciatori per cercare la figlia o almeno quello che restava di lei. Ora che la ricerca è terminata l’unico loro interesse è di proteggere M., il figlio di Federica, 10 anni, che da bambino sveglio ha già colto molti segnali della tragedia. “Se potessi lo farei a fette, gli restituirei tutto questo dolore”, sibila Stefano mentre il fratello si assume l’onere del riconoscimento del cadavere prima del trasferimento in un istituto di medicina legale della Capitale per l’autopsia, riporta Attuale.
Dettagli della vicenda
Lo zio racconta dello stato dei rapporti tra Federica e Claudio. “Era un matrimonio finito, Federica stava per tornare con M. accanto ai suoi genitori, in una casa contigua con la loro, perché lui non voleva lasciare la villetta di via Costantino. Erano già andati dall’avvocato, c’era tensione tanto che quando portava il bambino dai nonni neppure diceva buongiorno o buonasera. Un atteggiamento meschino, ma nessuno di noi pensava che potesse fare questo a Federica, la madre di suo figlio”.
Reazioni alla tragedia
Nella casa di Anguillara le luci sono accese, dentro solo poche persone. La maggior parte di amici e familiari resta all’esterno. “Lo facciamo per il bambino, è protetto dai nonni. È grande, ha già intuito qualcosa sulla vicenda che riguarda la madre. Uno scenario drammatico”. L’amica-estetista di Federica, Gloria Althea Gaetani, descrive la vittima come una persona fantastica, dolce e solare. “Solo chi la conosce sa come era Federica. Non la si può descrivere, aveva la gioia di vivere”.
Tensioni familiari e dinamiche economiche
Chi conosceva Federica parla anche di liti per problemi economici all’interno della coppia: “Se Federica avesse divorziato, avrebbe lasciato Claudio con il culo per terra perché era tutto intestato a lei. Solo la casa era di entrambi”. Con il passare delle ore dalla notizia dell’arresto di Claudio, la rabbia monta sui social. “Era troppo chiaro che a ucciderla era stato lui – dice Daria Montavani, un’amica della coppia – A questi uomini serve l’ergastolo, non esiste recupero né rieducazione”.
Indagini e questioni aperte
Si sollevano interrogativi anche sulla possibilità di complici. “Sappiamo se, questo essere immondo, abbia agito da solo? Ho dei dubbi”, scrive Sergio Adolini. Un operaio della ditta Eco.Sam, dove lavora Claudio, replica sul fatto che nessuno ha fornito aiuto. Parole che scatenano polemiche: “E voi operai che lo aspettavate in ditta, il 9 mattina non avete visto nulla?”, domanda Alessandro Riva.
Il contesto sociale del femminicidio
Angelo Pizzigallo, sindaco di Anguillara, esprime sostegno alla famiglia di Federica, promettendo la piena disponibilità delle istituzioni a sostenere chi è colpito da questa tragedia. Monica Lucarelli, assessore alle attività produttive di Roma Capitale, mette in evidenza che il femminicidio è il prodotto di una cultura che minimizza la violenza contro le donne. “Siamo stanche. Siamo arrabbiate. Siamo ferite. E non ne possiamo più di rituali vuoti. I simboli non bastano”, afferma Lucarelli, sottolineando l’urgenza di azioni significative contro la violenza di genere.