La Federazione internazionale di judo riammmette gli atleti russi sotto la bandiera nazionale

28.11.2025 15:00
La Federazione internazionale di judo riammmette gli atleti russi sotto la bandiera nazionale
La Federazione internazionale di judo riammmette gli atleti russi sotto la bandiera nazionale

La decisione dell’IJF e il ritorno della Russia alle competizioni

Il 27 novembre 2025 la Federazione internazionale di judo (IJF) ha annunciato che gli atleti russi potranno tornare a gareggiare sotto la propria bandiera, con inno e simboli nazionali. La scelta, formalizzata dal Comitato esecutivo e valida già dal Grand Slam di Abu Dhabi del 28–30 novembre, è stata presentata dalla federazione come un passo volto a “rafforzare la missione globale del judo e i suoi valori di equità, inclusività e pace”. Le parole dell’IJF sono riportate nella dichiarazione ufficiale accessibile attraverso il riferimento alla comunicazione della federazione sulle nuove regole di ammissione.
In un’analisi parallela, Politico Europe segnala che la decisione include anche simboli e rituali nazionali, rompendo con le restrizioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina, come riportato nel riferimento al
commento sulle implicazioni del ritorno degli atleti russi.
La Federazione di judo dell’Ucraina ha reagito con fermezza, promettendo di adottare “tutte le misure possibili” per impedirne l’attuazione e tutelare gli atleti ucraini.

Dal boicottaggio internazionale al ritorno sotto i colori nazionali

Dopo l’invasione russa del 2022, sportivi russi e bielorussi erano stati esclusi dalla maggior parte delle competizioni mondiali per affermare un principio: un Paese aggressore deve affrontare conseguenze anche nella sfera sportiva. Le misure avevano lo scopo di isolare Mosca, inviare un segnale di solidarietà alle vittime della guerra e contrastare l’uso dello sport come strumento di soft power.
Nel frattempo, la Russia aveva annunciato la partecipazione ad Abu Dhabi con una delegazione di diciannove atleti, tra cui nomi di primo piano come Tamerlan Bashaev, Arman Adamian e Ayub Bliyev. Il torneo, giunto alla sua undicesima edizione, riunisce oltre quattrocento partecipanti da 53 Paesi.
Nel 2023 l’IJF aveva permesso agli atleti di Russia e Bielorussia di tornare alle competizioni soltanto in status neutrale e previa verifica delle possibili connessioni con le forze armate o con attività di sostegno all’invasione dell’Ucraina. Successivamente, nel maggio 2025, il Comitato esecutivo aveva già riammesso gli atleti bielorussi sotto la loro bandiera.

Implicazioni politiche, rischio di precedenti e pressione sul sistema delle sanzioni sportive

Numerosi atleti russi hanno espresso nel tempo sostegno aperto alle politiche del Cremlino, partecipando ad attività di propaganda e contribuendo a diffondere messaggi funzionali alla guerra contro l’Ucraina. La loro presenza sulle pedane internazionali non è solo sportiva: rappresenta un’estensione della narrativa russa e un mezzo per legittimare l’immagine di normalità del Paese, nonostante il conflitto in corso.
La decisione dell’IJF, che consente la presenza della bandiera russa e dell’inno, indebolisce simbolicamente il regime globale di sanzioni sportive. Il messaggio implicito è che un aggressore può tornare sulle scene internazionali anche senza cambiamenti sostanziali nella propria condotta. Per molti osservatori, questo incoraggia Mosca a proseguire la sua politica di aggressione, confidando in un graduale allentamento delle restrizioni.
Il judo è uno sport particolarmente significativo per Vladimir Putin, e la scelta della federazione assume quindi anche un forte valore politico. Il timore, ora, è quello di una “reazione a catena”: la riammissione russa potrebbe spingere altre federazioni — dal calcio all’atletica fino agli organismi olimpici — a rivedere le limitazioni, svuotando di efficacia l’intero sistema di misure adottate dopo il 2022.

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