La Francia rafforza la sua presenza militare in Medio Oriente con ammassi navali e aerei

16.03.2026 15:25
La Francia rafforza la sua presenza militare in Medio Oriente con ammassi navali e aerei

Il ruolo militare e politico della Francia nella guerra in Medio Oriente

Negli ultimi giorni, la Francia si è affermata come il paese europeo maggiormente coinvolto nel conflitto mediorientale, sia sul fronte militare che su quello politico. Ha inviato più navi e aerei rispetto agli altri stati dell’Unione Europea, e il presidente Emmanuel Macron è stato il primo leader occidentale a contattare telefonicamente il presidente iraniano Masoud Pezeshkian dall’inizio delle ostilità. Sabato, Macron ha anche proposto di mediare un incontro tra Israele e Libano, paese recentemente colpito da bombardamenti israeliani mirati a indebolire il gruppo Hezbollah, sostenuto dall’Iran, riporta Attuale.

La scorsa settimana, il presidente ha annunciato il dispiegamento di otto navi da guerra, due portaelicotteri e la portaerei Charles de Gaulle, dotata di venti caccia, giunta nelle acque di Cipro per sostenere la difesa aerea dell’isola, colpita più volte dall’Iran dall’inizio della guerra.

Altre navi sono state destinate al Mar Rosso e allo Stretto di Hormuz, tramite il quale transitano le navi mercantili che esportano petrolio e gas dai paesi del Golfo, attualmente ostacolato dall’Iran, con rilevanti ripercussioni sui prezzi globali dell’energia.

La Francia ha anche attuato misure difensive, con caccia che hanno intercettato droni diretti verso gli Emirati Arabi Uniti.

In confronto, molti altri paesi europei hanno mantenuto posizioni più prudenti. Italia e Regno Unito hanno inviato solo una nave militare a Cipro, evitando un coinvolgimento attivo nella risoluzione del conflitto. La Spagna ha assunto un approccio opposto criticando con forza le azioni degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, con il premier Pedro Sánchez che si è espresso in termini molto duri.

Macron ha reiterato che la Francia “non è in guerra con nessuno” e che l’operazione è di natura “difensiva”, anche in risposta all’uccisione di un soldato francese da parte di un bombardamento iraniano su una base in Iraq. Ha specificato che il dispiegamento serve a garantire la sicurezza marittima e a facilitare l’eventuale evacuazione di circa 400.000 cittadini francesi ancora presenti nella regione, in gran parte nei paesi del Golfo Persico e in Libano.

Questa partecipazione francese è radicata in motivazioni storiche e politiche più ampie. La Francia collabora militarmente con diversi paesi arabi dal 1991, anno della prima guerra del Golfo, stabilendo accordi con Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Oman e Giordania, che giustificano l’azione militare attuale contro l’Iran.

Negli ultimi dieci anni, la Francia ha mantenuto un impegno costante nella lotta contro lo Stato Islamico, continuando a schierare soldati in Iraq per formare le forze armate locali in operazioni di antiterrorismo.

Le ambizioni politiche di Macron giocano un ruolo significativo: dal 2017 ha cercato di diventare il leader di riferimento dell’Unione Europea, specialmente dopo il termine del mandato di Angela Merkel nel 2021. Inizialmente, Macron ha tentato di instaurare una relazione di fiducia con l’allora presidente statunitense Donald Trump, senza però ottenere risultati tangibili, portando oggi a un deterioramento dei rapporti tra i due.

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