La giornalista americana Shelly Kittleson rapita a Baghdad, esperta di Medio Oriente e collaboratrice di testate italiane

31.03.2026 21:35
La giornalista americana Shelly Kittleson rapita a Baghdad, esperta di Medio Oriente e collaboratrice di testate italiane

Rapimento della giornalista americana Shelly Kittleson a Baghdad

La reporter americana Shelly Kittleson è stata rapita a Baghdad. Le fonti segnalano che potrebbe essere stata già liberata e si troverebbe in ospedale; altre fonti, tuttavia, indicano che sarebbe stata «portata fuori dalla capitale» dai suoi rapitori. Secondo l’analista di CNN, Alex Plitsas, Kittleson potrebbe essere «tenuta in ostaggio a Baghdad da Kataib Hezbollah», un gruppo paramilitare sciita iracheno. Le autorità irachene non hanno ancora fornito notizie ufficiali sulla sua sorte, limitandosi a confermare il rapimento di una giornalista di nazionalità americana, riporta Attuale.

Kittleson, freelance specializzata in Medio Oriente, collabora con diverse testate internazionali, tra cui AL Monitor, BBC, Politico e Foreign Policy. Inoltre, scrive frequentemente per pubblicazioni italiane, come dimostra un articolo pubblicato oggi su Il Foglio. In passato ha anche realizzato un podcast per Rai Radio 3, incentrato sulla riforma del sistema giudiziario afghano.

Il suo lavoro si è concentrato su Afghanistan, Siria e Iraq. Negli ultimi tempi, Kittleson era basata a Baghdad, come evidenziato dalla sua biografia ufficiale su AL Monitor. Il suo account Twitter mostra segni di attività fino a questa mattina.

La notizia del suo rapimento è stata inizialmente riportata da Al Arabiya, che ha anche diffuso un video apparente del momento in cui la reporter veniva fatta scendere da un’auto e catturata.

«Siamo profondamente allarmati dal rapimento di Shelly Kittleson, collaboratrice di Al-Monitor, avvenuto martedì in Iraq. Chiediamo il suo rilascio immediato e in sicurezza. Sosteniamo il suo prezioso lavoro di reportage dalla regione e chiediamo il suo rapido ritorno per poter continuare la sua importante attività». Questa dichiarazione è stata rilasciata dal sito Al-Monitor, per cui lavora la giornalista americana rapita.

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