La giuria non raggiunge accordo sull’accusa a Sean “Diddy” Combs

02.07.2025 10:15
La giuria non raggiunge accordo sull’accusa a Sean “Diddy” Combs

Ritardi nel Giudizio di Sean “Diddy” Combs

Martedì sera, a New York, la giuria incaricata di decidere l’esito del processo contro il noto rapper statunitense Sean “Diddy” Combs – precedentemente conosciuto come Puff Daddy – ha comunicato di essere in stallo. In una nota ha dichiarato di aver già raggiunto quattro verdetti – i dettagli non sono stati divulgati – ma di essere divisa riguardo alla quinta accusa, quella di associazione a delinquere. Poiché è necessaria l’unanimità, il giudice ha richiesto che la giuria riprenda le discussioni mercoledì pomeriggio, ora italiana, riporta Attuale.

La giuria si era ritirata lunedì mattina per deliberare, al termine di un processo che ha avuto una durata di circa due mesi. Tutte le accuse sono legate agli eventi noti come freak off, delle orge prolungate organizzate da Combs in varie località nel mondo, dove si faceva uso di sostanze stupefacenti e, secondo l’accusa, si costringevano giovani donne a praticare atti sessuali contro la loro volontà con uomini che pagavano. Combs, in carcere dal settembre scorso, ha sempre proclamato la propria innocenza.

Le accuse formulate nei suoi confronti includono la guida di un’organizzazione criminale finalizzata allo sfruttamento sessuale, due accuse di tratta di esseri umani e due di trasporto a scopo di prostituzione. Tra queste, le più gravi sono quelle relative all’associazione a delinquere (designata negli Stati Uniti con l’acronimo RICO) e le accuse di traffico di esseri umani. Se trovato colpevole anche solo di un’accusa, Combs, che ha 55 anni, rischierebbe di trascorrere l’intera vita in prigione. Le accuse di trasporto a scopo di prostituzione potrebbero comportare una condanna massima di dieci anni.

Le accuse di tratta di esseri umani si basano sulle testimonianze di due ex fidanzate di Combs: Casandra Ventura e una donna anonima nota con il soprannome di Jane. Entrambe hanno testimoniato per giorni al processo, raccontando di essere state costrette da Combs a intraprendere rapporti sessuali con uomini pagati. Secondo l’accusa, Combs ha usato la violenza fisica e minacce, oltre a promesse economiche, per costringere le donne a soddisfare i suoi desideri. Durante la loro arringa finale, gli avvocati di Combs hanno ribadito che le donne avrebbero agito consapevolmente.

Nel caso di Ventura, è stato mostrato in aula un video di sorveglianza di un hotel di Los Angeles del 2016, in cui Combs la picchia ripetutamente mentre è a terra, trascinandola poi per il corridoio. Ventura, che ha avuto una relazione intermittente con Combs dal 2005 al 2017, è stata la testimone principale del processo: le indagini sono partite dopo la sua denuncia nel novembre 2023. Martedì, la giuria ha richiesto di rivedere alcune parti della sua testimonianza.

L’accusa di associazione a delinquere si basa sulla tesi che, nel corso di circa vent’anni, Combs avrebbe coinvolto diverse persone a lui vicine – soprattutto personale di sicurezza e fidati collaboratori – in attività criminali come traffico di droga, sequestri, incendi dolosi e sfruttamento sessuale. Per ottenere una condanna per questa accusa, la giuria deve dimostrare che Combs ha intrapreso almeno due di queste attività in collaborazione con altri. La difesa ha dunque cercato di smontare le singole accusa, contestando le versioni dell’accusa.

In particolare, secondo la procura, due collaboratori di Combs avrebbero pagato un membro dello staff di un hotel per ottenere il video di sorveglianza in cui si vedeva l’aggressione a Ventura. La difesa ha controbattuto che il pagamento di 100.000 dollari non rientrerebbe nel reato di manipolazione dei testimoni, poiché l’aggressione non era stata denunciata. Inoltre, si è sostenuto che non fosse nel carattere di Combs distruggere l’auto di un altro uomo con una molotov, nonostante le minacce di farlo.

Infine, l’accusa di associazione a delinquere ha portato la giuria a dichiarare al giudice di essere in stallo, evidenziando “opinioni non negoziabili da entrambe le parti”. La notizia ha generato tensione in aula tra Combs e il suo team legale, ma sia l’accusa che la difesa hanno concordato sulla decisione del giudice di continuare a discutere per raggiungere un verdetto unanime. Tuttavia, mentre la procuratrice Maurene Comey ha sollecitato la giuria a pervenire rapidamente a una conclusione, gli avvocati di Combs hanno richiesto di non essere messi sotto pressione.

Infine, il giudice ha semplicemente riletto alcune istruzioni già fornite alla giuria e, sebbene fosse previsto che la decisione finale arrivasse entro giovedì 4 luglio – giorno festivo negli Stati Uniti – il tribunale ha specificato che la giuria potrà continuare a deliberare, se necessario, anche in quella data e oltre.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere