Conflitto in Medio Oriente: tensioni crescenti e bombardamenti continuano
Il presidente statunitense Donald Trump sta cercando di ottenere una soluzione al blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran, un tema che sta gravemente ostacolando l’amministrazione. Questa situazione è stata al centro delle discussioni anche durante il sedicesimo giorno di conflitto in Medio Oriente, riporta Attuale.
Trump ha invitato diversi paesi a scortare le petroliere nello stretto, ma ha ricevuto reazioni estremamente fredde, poiché nessuno sembra disposto a mettere a rischio le proprie navi contro possibili attacchi iraniani. L’alternativa, ovvero il controllo della costa iraniana mediante l’invio di truppe di terra, si presenta come una soluzione ulteriormente costosa e meno praticabile, evidenziando che la guerra non sta procedendo secondo le aspettative della Casa Bianca.
Nel frattempo, i bombardamenti continuano: i missili iraniani hanno colpito aree attorno a Tel Aviv, la città più popolosa di Israele, ferendo sei persone. Le forze statunitensi e israeliane hanno contrattaccato, concentrandosi sulla città iraniana di Isfahan.
Un attacco ha interessato anche il Kuwait, con l’obiettivo della base Ali al Salem, che ospita truppe italiane e statunitensi. Questo bombardamento ha distrutto un drone MQ-9A Predator, un apparato di sorveglianza di alto valore, stimato in 26 milioni di euro. La presenza italiana in Kuwait rientra nell’operazione “Prima Parthica”, avviata nel 2014 contro l’ISIS, per compiti di intelligence. Dopo recenti attacchi a basi occidentali, il contingente italiano era stato ridotto, ma il drone rimaneva cruciale per la sorveglianza nella regione.
Domenica, i bombardamenti israeliani hanno continuato a colpire il Libano, dove il governo ha riportato oltre 800mila sfollati su una popolazione di circa 5,9 milioni di abitanti, denotando che quasi un libanese su sette ha dovuto abbandonare la propria casa. Il numero dei morti in Libano dall’inizio del conflitto ha raggiunto quota 850.
Altri eventi sportivi programmati nella regione del golfo Persico sono stati cancellati. Il Gran Premio di MotoGP del Qatar, inizialmente previsto per aprile, è stato posticipato a novembre, così come la “Finalissima” tra le nazionali di calcio di Spagna e Argentina. La Formula 1 ha annullato i Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita, previsti anch’essi per aprile.
Intanto, i Guardiani della rivoluzione iraniani, la principale milizia del paese, hanno minacciato di assassinare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il quale ha mostrato disinteresse per la minaccia. In un video sarcastico pubblicato in un bar, Netanyahu ha voluto smentire le teorie del complotto che circolano sulla sua presunta uccisione.