La guerra in Medio Oriente provoca la peggiore crisi mai vista nel mercato petrolifero globale

12.03.2026 13:05
La guerra in Medio Oriente provoca la peggiore crisi mai vista nel mercato petrolifero globale

Guerra in Medio Oriente provoca la maggiore interruzione delle forniture petrolifere nella storia

La guerra in Medio Oriente sta causando la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero globale, secondo l’Agenzia internazionale dell’Energia (AIE), che ha presentato il suo primo report mensile dall’inizio del conflitto, riporta Attuale.

La crisi, che va oltre il settore petrolifero, è principalmente attribuita al blocco dei traffici marittimi nello stretto di Hormuz da parte dell’Iran, che attacca le navi in transito. Ogni anno, circa un quinto del petrolio mondiale passa attraverso questo stretto, esportato principalmente da paesi del Golfo Persico, tra i maggiori produttori. L’AIE ha descritto i flussi attuali come «un rivolo» rispetto a quelli precedenti e ha previsto che, a marzo, il blocco sottrarrà al mercato 8 milioni di barili di petrolio al giorno.

Mercoledì scorso, l’AIE ha approvato il più grande piano mai concepito per utilizzare le sue riserve di petrolio di emergenza, con l’intento di mitigare tali problemi. Questo piano prevede la disponibilità di 400 milioni di barili, ovvero un terzo delle riserve totali. Ciò significa che i produttori inizieranno a rilasciare progressivamente più petrolio in risposta alle richieste delle raffinerie. Tuttavia, si tratta di un rimedio temporaneo e non facilmente replicabile.

I paesi del Golfo stanno esplorando alternative terrestri per continuare a esportare petrolio e gas naturale, ma queste opzioni non possono sostituire in tempi brevi la capacità delle navi. Inoltre, questi paesi non riescono più a esportare petrolio come prima e hanno dovuto ridurre o sospendere la produzione, a causa degli attacchi iraniani alle loro infrastrutture e della mancanza di strutture di stoccaggio per il petrolio e il gas invenduti.

L’AIE è un’organizzazione intergovernativa composta da 32 stati, perlopiù occidentali e sviluppati, tra cui gli Stati Uniti e 20 stati dell’Unione Europea, compresa l’Italia. Fondata nel 1974, l’AIE ha utilizzato le proprie riserve di emergenza in cinque occasioni precedenti, l’ultima delle quali risale all’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022, quando i membri avevano dirottato 182 milioni di barili.

1 Comment

  1. Che situazione assurda… Non riesco a credere che la nostra dipendenza dal petrolio ci porti a vivere questi scenari drammatici. L’idea di un conflitto in grado di rovinare così tante vite e economie è spaventosa. E noi qui a preoccuparci per il prezzo del carburante…

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