Il Parlamento israeliano approva la pena di morte per i palestinesi condannati per terrorismo
Il Parlamento israeliano ha approvato una legge che introduce la pena di morte per i palestinesi condannati per atti di terrorismo letale, in cui si verifica la morte di almeno una persona, un provvedimento che solleva significativi interrogativi sotto molteplici aspetti, in particolare riguardo alla creazione di un trattamento differenziale tra i palestinesi nei territori occupati e i cittadini israeliani, riporta Attuale.
La legge implica una netta discriminazione, poiché i palestinesi della Cisgiordania, non essendo cittadini israeliani ma vivendo sotto il controllo israeliano, vengono sottoposti a tribunali militari, mentre i cittadini israeliani, inclusi gli arabi israeliani, sono giudicati da tribunali civili. Questo sistema giuridico diseguale pone interrogativi sull’equità e i diritti umani.
Secondo la nuova normativa, la pena prevista per i reati di terrorismo nei tribunali militari diventa la pena di morte, lasciando l’ergastolo a “circostanze speciali”. Al contrario, i tribunali civili possono decidere tra l’ergastolo e la pena di morte, che può essere applicata solo nel caso di attacchi volti a minare l’esistenza dello Stato di Israele. Di fatto, la legge colpisce prevalentemente i palestinesi, rendendo arduo per i palestinesi accusati di terrorismo ottenere sanzioni severe come la pena capitale.
Le esecuzioni saranno effettuate mediante impiccagione. Questa legge ha suscitato forti critiche da parte di molte associazioni per i diritti umani e governi occidentali. Francia, Italia, Regno Unito e Germania, in un comunicato congiunto prima dell’approvazione, hanno espresso preoccupazioni per la natura discriminatoria del provvedimento. L’Associazione per i diritti civili in Israele ha già presentato un ricorso presso la Corte Suprema, argomentando che la legge potrebbe facilitare l’imposizione di pene eccessivamente severe.
Il provvedimento è stato proposto dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, esponente di punta della corrente più estremista del governo di Benjamin Netanyahu, e approvato con 62 voti favorevoli e 48 contrari, con un astenuto. Anche il premier Netanyahu ha espresso il suo supporto durante la votazione.
La legge si applica a tutti i territori controllati da Israele, inclusa oltre la metà della Striscia di Gaza. È importante notare che non ha effetto retroattivo, vale a dire che non si applica alle condanne già in atto, come quelle relative agli attentati avvenuti in Israele il 7 ottobre 2023, per i quali il Parlamento sta valutando una legge separata. Pur essendo tecnicamente in vigore, l’ultima condanna a morte in Israele risale al 1962, quando fu giustiziato il nazista Adolf Eichmann per i crimini di guerra commessi durante la Seconda Guerra Mondiale.