La morte di Alex Pretti agita la politica americana, richieste di indagine indipendente tra i Repubblicani

26.01.2026 02:36
La morte di Alex Pretti agita la politica americana, richieste di indagine indipendente tra i Repubblicani

Proteste a Minneapolis: Tensioni politiche e accuse incrociate

Le proteste per la morte di Alex Pretti si sono ampliate in diverse città degli Stati Uniti, nonostante le avverse condizioni climatiche di una tempesta che ha colpito 22 Stati. Ieri, a Minneapolis, si sono tenute due conferenze stampa contrapposte: una del governatore Tim Walz e l’altra di Gregory Bovino, il comandante della Polizia di frontiera. Bovino ha accusato i politici locali di diffamare le forze dell’ordine e sostenuto che «folle violente» hanno interrotto l’arresto di un criminale, sottolineando che i suoi agenti sono «le vere vittime». Ha dichiarato che Pretti intendeva aggredirli, imponendo ai suoi agenti di assumere compiti «amministrativi» di emergenza, mentre Walz ha condannato la campagna di diffamazione contro la vittima, riporta Attuale.

Il conflitto politico è palpabile: Walz ha criticato le affermazioni di Bovino, il quale ha difeso la sua linea di protezione sugli ufficiali incaricati, anche dopo che un pediatra ha testimoniato in tribunale che gli agenti di Bovino esitavano ad assistere Pretti, chiedendo la licenza medica del dottore.

Le versioni sulla morte di Pretti divergono radicalmente a seconda delle fonti governative consultate. Un emergente gruppo di repubblicani, incluso il senatore Bill Cassidy, ha chiesto un’indagine indipendente, sostenendo che la credibilità di Ice e del dipartimento della Sicurezza interna è compromessa. Altri legislatori, come Thom Tillis e il governatore dell’Oklahoma Kevin Stitt, hanno invitato a una riflessione profonda sull’operato del governo, evidenziando preoccupazioni espresse da molte famiglie americane, che faticano a capire quale sia l’obiettivo finale delle attuali politiche di arresto.

Le giustificazioni per la morte di Pretti, avanzate da funzionari di giustizia e dal capo dell’FBI, si sono confrontate con la risonanza emotiva del secondo emendamento, creando tensioni anche tra i conservatori. La deputata Marjorie Taylor Greene ha ribadito la sua posizione favorevole alle deportazioni ma ha opposto resistenza all’idea che il possesso legale di un’arma possa essere equiparato a una minaccia.

Infine, anche la famiglia Obama è intervenuta, avvertendo che gli eventi in Minnesota devono considerarsi un campanello d’allarme per tutti gli americani, non importa il loro orientamento politico, data la crescente minaccia ai valori fondamentali della nazione.

La ministra della Giustizia Pam Bondi ha proposto di ritirare gli agenti federali se il Minnesota rinuncia a garantirsi come «santuario» per i migranti, ma Walz ha espresso un netto rifiuto, lasciando in sospeso le attuali leggi di bilancio che potrebbero provocare un nuovo shutdown della pubblica amministrazione.

1 Comments

  1. Che situazione incredibile! A Minneapolis sembra che stia succedendo un vero e proprio caos. Non riesco a credere che ci siano politici che non si preoccupano della verità e si scambiano accuse. È inaccettabile trattare una vita umana come un gioco politico. E noi in Italia pensiamo che sia complicato… mah!

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