La nomina di Zolghadr al Consiglio della Sicurezza riflette l’ala più intransigente del regime iraniano

24.03.2026 21:25
La nomina di Zolghadr al Consiglio della Sicurezza riflette l'ala più intransigente del regime iraniano

Il vice comandante dei pasdaran prende il posto del defunto Ali Larijani. Il politologo Nasr: «Il segnale dell’ala più intransigente del regime»

La nomina di Mohammad Bagher Zolghadr a segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniana, sostituendo Ali Larijani, è oggetto di analisi da parte del politologo Vali Nasr, il quale evidenzia una lettura politica allarmante. Secondo Nasr, sebbene l’attenzione globale sia rivolta a Mohammad Bagher Ghalibaf, attuale presidente del Parlamento e figura centrale nei contatti con Washington, Zolghadr merita maggiore attenzione per il suo ruolo cruciale nel sistema operativo del paese, riporta Attuale.

Guardia rivoluzionaria

Zolghadr è un esponente della fazione di Mojtaba Khamenei, con la sua nomina che segnala un’intenzione di consolidare ulteriormente il potere nelle mani della Guardia rivoluzionaria, e in special modo della sua ala più dura, che sostiene Mojtaba.

I timori derivanti dalla rimozione di Ali Larijani in un attacco israeliano si stanno concretizzando. La leadership politica iraniana non risulta indebolita, ma viene trasferita verso la «fazione più intransigente» e militare, rappresentata dai pasdaran, nei quali Zolghadr ha storicamente forti legami.

La chiamata della Guida

Nasr sottolinea che, in qualità di ex vicecomandante dei Guardiani della Rivoluzione, Zolghadr era considerato talmente radicale da spingere il generale Qasem Soleimani a rifiutargli ruoli di comando fino a quando la Guida suprema Ali Khamenei non lo richiamò personalmente e lo nominò alla guida della Forza Quds.

Zolghadr ha giocato un ruolo cruciale nella repressione delle proteste del 1999 e del 2009 e ha collaborato attivamente alla ascesa di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza.

Non è un diplomatico

La sua recente nomina non suggerisce un’apertura verso il dialogo con gli Stati Uniti o una potenziale distensione. Al contrario, indica che l’Iran adotterà una linea più aggressiva. L’esperto Babak Vahdad afferma: «Zolghadr non è un diplomatico, né un tecnocrate di origine civile. È cresciuto nelle file della Guardia, fortemente coinvolto nel controllo delle forze irregolari e nella sicurezza del regime, e solo in seguito ha operato nel settore giudiziario, un altro pilastro del sistema, che privilegia il controllo interno e la protezione del regime rispetto alla mediazione politica e all’apertura».

Studi in economia

Zolghadr è un veterano della Repubblica Islamica, uno dei «soldati-burocrati» che ha transitato attraverso numerosi centri di potere a Teheran. Nato nel 1954 a Fasa nella provincia di Fars, ha studiato economia all’Università di Teheran prima della Rivoluzione, schierandosi immediatamente con il mondo militante rivoluzionario, insieme a futuri generali come Mohsen Rezaei e Ali Shamkhani.

Licei e università

Negli anni ’80, Zolghadr è stato tra i fondatori della divisione educativa della Guardia, la quale ha aperto licei finalizzati a formare una nuova generazione di Guardie ideologicamente allineate. Ha ricoperto il ruolo di vicecomandante dei pasdaran e di capo di Stato Maggiore dal 1997 al 2005.

Nel 1999, durante le proteste studentesche a Teheran, Zolghadr firmò una lettera dei comandanti accusando il presidente riformista Khatami di aver condotto il paese verso l’anarchia. Nel 2005, dopo l’elezione di Ahmadinejad, entrò in governo come viceministro dell’Interno per gli Affari di Sicurezza, fissando così un legame tra la sua figura di generale ultraconservatore e il controllo politico. La successiva rottura con Ahmadinejad lo vide spostare il suo focus ai regimi di controllo interno, passando anche per il sistema giudiziario tra il 2010 e il 2012 come consigliere e poi vice capo per gli Affari strategici.

La guerra asimmetrica

Nel 2021, dopo oltre vent’anni di presidenza di Mohsen Rezaei, Zolghadr assunse la segreteria del Consiglio di Discernimento, organo che media tra i vertici del sistema. Ha portato con sé una cultura di guerra asimmetrica e ricordi di operazioni segrete, come quando propose nel 2002 di incendiare i pozzi petroliferi dei paesi vicini in caso di attacco americano, un’intenzione che costrinse il ministro della Difesa Shamkhani a un pubblico dietrofront.

Zolghadr ha anche redatto un opuscolo intitolato Qesse-ye Ghorbat-e Gharbi, in cui descrive l’Occidente come un corpo malato, un modello di crisi che l’Iran deve rifiutare per affermare la propria identità rivoluzionaria.

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