Ungheria: la sfida della nuova leadership tra Europa e vincoli russi
Il premier ungherese Péter Magyar affronta una nuova era politica, dovendo risolvere le tensioni interne ed esterne dopo la lunga gestione autoritaria di Viktor Orbán. La sua prima prova consisterà nell’affrontare i rapporti con Bruxelles e con le istituzioni europee, mentre l’Ungheria si trova a un bivio storico, riporta Attuale.
Durante i sedici anni di governo orbániano, il Paese ha assistito a un deterioramento della democrazia e a una crescente influenza della Russia, culminata con la dipendenza energetica attraverso l’importazione di gas e petrolio, che oggi costituiscono il 93% delle forniture totali. Nonostante l’arrivo della nuova amministrazione, Magyar ha riconosciuto che la chiusura delle pipeline russe non avverrà nel breve termine, fissando il termine per il disimpegno al 2035. Nel frattempo, l’opinione pubblica ungherese rimane favorevole all’adesione all’Unione Europea, con il 77% dei cittadini impegnati a mantenere i legami con Bruxelles.
Nonostante i venti di cambiamento, il nuovo governo si trova a gestire un’eredità problematica, tra cui un’economia stagnante, con una crescita solo dello 0,4%, e tensioni politiche che affondano le radici nell’era di Orbán. Il nuovo premier si qualifica come sostenitore della NATO e dell’UE, ma con chiare somiglianze al passato del suo predecessore, specialmente per quanto riguarda le posizioni su armamenti e migrazione.
Magyar dovrà destreggiarsi tra l’obiettivo di ricostruire relazioni più stabili con l’Occidente e la pressione di una politica interna in cui il populismo ha messo radici profonde, simile a quanto osservato in altri Paesi europei. L’inasprimento delle relazioni con l’estero potrebbe anche avere ripercussioni sulla posizione del governo ungherese in seno all’Unione e sulla sua capacità di attrarre investimenti esteri, dato il passato recente e la reputazione di Budapest come un regime poco democratico, secondo report internazionali.
Il compito del nuovo governo è complesso: la ristrutturazione di una democrazia compromessa, un’economia in difficoltà e la gestione di relazioni delicate con Mosca. In un contesto politico europeo in evoluzione, molti osservatori seguiranno con attenzione i prossimi passi del governo Magyar nel tentativo di superare l’eredità di Orbán e ripristinare la fiducia nell’Ungheria come partner europeo.