Hong Kong: Nuove Leggi sulla Sicurezza Nazionale e Controllo delle Comunicazioni
Lunedì a Hong Kong è stata introdotta una nuova legge che permette alla polizia di ottenere le password di accesso ai telefoni e ai computer delle persone sospettate di aver violato la discussa legge sulla sicurezza nazionale. Chi si rifiuta di dare le proprie password alla polizia può essere punito con un anno di carcere e una multa fino a 100mila dollari di Hong Kong (circa 11mila euro); chi invece fornisce informazioni errate o ingannevoli può ricevere una condanna fino a tre anni e una multa fino a 55mila euro, riporta Attuale.
La legge sulla sicurezza nazionale fu introdotta nel 2020 per volere del governo centrale cinese a seguito delle ampie manifestazioni in favore della democrazia che c’erano state l’anno prima a Hong Kong: formalmente ha l’obiettivo di contrastare gli atti di «sedizione, sovversione e secessione», ma di fatto ha ridotto moltissimo la libertà di espressione e i diritti politici a Hong Kong, limitando di conseguenza la sua autonomia.
Benché in molte parti del mondo le forze dell’ordine abbiano già l’autorità di richiedere l’accesso ai dispositivi elettronici durante le indagini, la legge sulla sicurezza nazionale comprende un’ampia serie di reati definiti in modo molto vago, dalla secessione alla sovversione, dal terrorismo alla collusione con forze esterne.