Presentato il Progetto I-CAN contro la ‘Ndrangheta all’Eurojust di L’Aja
Il 16 e 17 febbraio, a L’Aja, si è svolta la presentazione dei risultati e dell’evoluzione del Progetto I-CAN (Interpol cooperation against ‘Ndrangheta) presso la sede dell Europol, durante il Kick off meeting del lancio della priorità Empact “Mtcni – Most threatening criminal network and individuals”, riporta Attuale.
Il Progetto I-CAN si è configurato come un’iniziativa cruciale per contrastare le organizzazioni criminali più pericolose che minacciano la sicurezza dell’Unione Europea. Il Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno si conferma come Co-Driver con il coordinamento del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia della Direzione centrale della Polizia criminale.
All’evento hanno partecipato circa 40 Paesi, inclusi Stati al di fuori dell’Unione Europea come Australia, Brasile, Ucraina e Stati Uniti. Il primo dirigente della Polizia di Stato, Simone Pioletti, ha sottolineato la presenza di una minaccia ibrida rappresentata dalla ‘Ndrangheta, definita broker mondiale del traffico di cocaina, che sfrutta le nuove tecnologie per attività di riciclaggio, dall’uso delle criptovalute all’intelligenza artificiale. Pioletti ha anche discusso dei legami tra la ‘Ndrangheta e altre organizzazioni criminali globali, evidenziando il suo stato di infiltrazione a livello mondiale.
Il meeting ha generato nuove opportunità per una cooperazione operativa e strategica all’interno dell’Empact, facilitando la condivisione di informazioni per attività investigative, report analitici e l’organizzazione di workshop per la formazione sulle organizzazioni criminali. La collaborazione tra I-CAN ed Europol si sta approfondendo, affrontando anche altre priorità come le organizzazioni criminali balcaniche e le attività di ricerca dei latitanti.
Dall’avvio del Progetto I-CAN nel giugno 2020, sono stati arrestati 171 individui collegati alla ‘Ndrangheta in oltre 30 Paesi, di cui 64 erano latitanti, con significativi sequestri di beni, denaro e droga. Il 2025 ha visto un record di 67 arresti in 14 Paesi, dimostrando l’accelerazione operativa del progetto, supportato dal vice capo della Polizia, il prefetto Raffaele Grassi. Quest’anno si sono uniti anche Cile, Panama, Costa Rica e Lussemburgo, portando a un totale di 24 Stati coinvolti nella lotta contro la ‘Ndrangheta.
Per supportare le attività analitiche, è dal 2022 operativo il Crime analysis file (Caf), un database Interpol dedicato al Progetto I-CAN, che ha raggiunto le 128.000 entità censite, raddoppiando nell’ultimo anno e diventando il secondo database Interpol per volume di dati. Questo meeting ha consolidato il legame tra il Progetto I-CAN e la piattaforma europea contro le minacce criminali, prevista per il biennio 2026-2027, con la partecipazione di circa 60 Paesi alle 285 azioni operative individuate.