La Polonia sollecita la NATO ad accelerare la protezione del fianco orientale dai droni

26.11.2025 13:00
La Polonia sollecita la NATO ad accelerare la protezione del fianco orientale dai droni
La Polonia sollecita la NATO ad accelerare la protezione del fianco orientale dai droni

Preoccupazioni crescenti dopo le incursioni dei droni russi in Romania e Moldavia

Il 25 novembre 2025, il ministro della Difesa polacco Władysław Kosiniak-Kamysz ha esortato l’Alleanza Atlantica a rafforzare con urgenza le misure di difesa contro i droni lungo il fianco orientale, dopo che caccia rumeni erano stati fatti decollare in seguito all’ingresso di velivoli senza pilota russi nello spazio aereo di Bucarest. Le dichiarazioni del ministro sono state riportate da Reuters e arrivano in un momento in cui diversi Paesi della regione registrano incursioni simili. Durante la stessa notte, la Moldavia ha segnalato sei droni ostili nel proprio spazio aereo, uno dei quali si è schiantato contro un’abitazione. Per sorvegliare l’area, la NATO ha impiegato caccia Eurofighter Typhoon tedeschi dalla base “Mihail Kogălniceanu” e F-16 dalla base 86, mentre nelle contee di Tulcea e Galați sono stati emessi allarmi Ro-Alert.

L’operazione «Eastern Sentinel» e la crescente pressione russa sul fronte orientale

L’operazione «Eastern Sentinel», avviata a settembre dopo una serie di attacchi russi con droni sul territorio polacco, prevede l’impiego di risorse militari significative per monitorare e contrastare le minacce aeree a bassa quota. Varsavia insiste affinché la missione proceda più rapidamente, sottolineando come le incursioni siano ormai parte di una strategia coerente attraverso cui Mosca testa i tempi di risposta dell’Alleanza e mantiene costante pressione psicologica sulla popolazione dei Paesi vicini. Le autorità della regione segnalano inoltre episodi in cui i piloti hanno perso il contatto visivo con i droni mentre questi rientravano verso l’Ucraina, complicando ulteriormente la gestione delle operazioni e aumentando il rischio di escalation accidentali.

Verso una «muraglia anti-droni» lungo il confine orientale della NATO

La Polonia sostiene l’adozione rapida di un sistema integrato di difesa aerea che unisca radar, capacità di intercettazione, guerra elettronica e coordinamento operativo tra gli Stati membri. L’idea della «muraglia anti-droni» prende forma come risposta strutturale a una minaccia che combina attacchi militari e destabilizzazione psicologica. Le incursioni e l’impatto sui civili — come evidenziato dallo schianto di un drone in Moldavia — mostrano che l’attacco ibrido colpisce direttamente la sicurezza interna dei Paesi NATO e partner, generando timori e tensioni in aree lontane dal fronte ucraino. L’iniziativa mira non solo a fermare i droni, ma a impedire che la Russia continui a sfruttare l’asimmetria dei costi, poiché per Mosca il lancio di un nuovo drone è molto meno oneroso rispetto ai costi sostenuti da NATO per la sorveglianza e l’intercettazione.

Adattamento strategico dell’Alleanza ai nuovi scenari di guerra ibrida

Gli attacchi con droni rivelano i limiti degli strumenti di difesa tradizionali. Per i Paesi dell’Alleanza diventa essenziale sviluppare nuove dottrine che integrino protezione aerea, cyberdifesa, tecnologie innovative e contrasto informativo. La pressione continua esercitata da Mosca sui confini orientali obbliga le capitali occidentali a mantenere un livello costante di allerta e a ricalibrare i bilanci per sostenere i sistemi di difesa. Varsavia considera questa evoluzione indispensabile per contrastare una minaccia ormai sistemica, che punta a creare instabilità politica, saturare le capacità operative e alimentare un clima di insicurezza nella regione. La «muraglia anti-droni» si inserisce così in un quadro più ampio di adattamento strategico necessario a preservare la coesione e la credibilità della NATO in una fase caratterizzata da una guerra ibrida sempre più sofisticata.

1 Comment

  1. Non ci voleva molto a capire che nuove minacce aeree stavano arrivando. È incredibile vedere come la situazione ai confini dell’Europa si fa sempre più tesa. E noi qui che discutiamo di tasse e pensioni mentre la gente in Moldavia vive con l’ansia dei droni… un vero paradosso!

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