Proteste in Ungheria contro la corruzione del governo Orbán
A settembre un parlamentare indipendente dell’opposizione ungherese, Ákos Hadházy, ha guidato una protesta contro la corruzione del governo di Viktor Orbán, concentrando l’attenzione sulla villa di Hatvanpuszta, di proprietà del padre del premier. Centinaia di manifestanti si sono radunati davanti a questa residenza, situata a pochi chilometri da Budapest, partecipando a un evento che Hadházy ha definito un “safari” anticorruzione, riporta Attuale.
Le accuse di corruzione si sono concentrate sulla villa, con i protestanti che sostengono che il padre di Orbán abbia utilizzato fondi pubblici in modo illegale per trasformarla in un lusso. La manifestazione ha anche simbolicamente incluso animali esotici, tra cui zebre, che risiedono su un terreno adiacente appartenente a Lőrinc Mészáros, un imprenditore vicino a Orbán.
Il “safari” ha attirato attenzione mediatica, contribuendo a trasformare le zebre in un simbolo di protesta contro il primo ministro, visualizzando le accuse di corruzione che lo circondano. Politici dell’opposizione, come Peter Magyar, hanno utilizzato il tema per evidenziare la disparità tra la ricchezza della classe dirigente e le difficoltà economiche degli ungheresi comuni.
Mészáros, considerato l’uomo più ricco d’Ungheria e amico di Orbán, è spesso accusato di aver avvantaggiato se stesso grazie ai legami con il governo. La presenza delle zebre ha riacceso discussioni sui legami tra la famiglia Orbán e l’arricchimento dei loro sostenitori.
Orbán ha inizialmente tentato di sdrammatizzare la situazione, rispondendo ironicamente alle accuse riguardo alle zebre. Tuttavia, il governo ha successivamente cavalcato il tema per attaccare l’opposizione, istituendo un comitato civico intitolato “Zebra” dedicato a contrastare le affermazioni di Magyar.
Questa disputa sulle zebre evidenzia la crescente polarizzazione della società ungherese e il deterioramento della fiducia nel governo. Il partito di Magyar, il Partito del Rispetto e della Libertà, sta guadagnando consenso nei sondaggi in vista delle elezioni parlamentari previste per aprile 2026, mentre il governo di Fidesz cerca di mantenere il controllo nonostante le crescenti critiche.