Riconciliazione e cambiamenti a Raqqa dopo la ritirata curda
Fatima, avvolta in un niqab nero, si distingue tra la folla di uomini in attesa al centro di riconciliazione di Raqqa, in Siria orientale. La giovane, di origine araba, si trova nel mezzo di una transizione critica, mentre ex combattenti arabi collegati alle Forze siriane democratiche (SDF) aspettano di completare il loro processo di reintegrazione nella vita civile e cercare lavoro, riporta Attuale.
All’interno dell’edificio, le file di ex combattenti seguono le istruzioni di soldati più giovani provenienti dalla Siria occidentale. Il processo inizia con un interrogatorio in una sala con sei tavoli, seguito dalla fotografia per l’archivio e dall’impronta digitale, concludendosi con una tessera che certifica la loro regolarità. Fino al 18 gennaio, Raqqa era sotto il controllo delle milizie curde, che avevano arruolato numerosi arabi. La riconciliazione avviene principalmente tra gli arabi siriani e il governo di Damasco, ora tornato in possesso dell’area.
Fatima, il cui vero nome è riservato, racconta di essersi arruolata nelle SDF nel 2022, quando aveva solo 15 anni, per supportare la sua famiglia. Sottolinea di aver lavorato nei posti di blocco senza ricevere un addestramento militare formale, ed esprime un senso di sollievo per la fine del controllo curdo, che lei considera inevitabile. La giovane guadagnava 90 euro al mese e viveva in una caserma con altre ragazze, dove le opportunità di formazione erano limitate.
Dopo l’abbandono di Raqqa da parte delle SDF, avvenuto a seguito dell’avanzata delle forze governative, molti combattenti arabi si sono ribellati, ponendo le armi. Le milizie curde, scoprendo di essere in minoranza, hanno scelto di ritirarsi verso nord. La nuova epoca per Raqqa è caratterizzata da un centro di riconciliazione, istituito dall’esercito siriano per facilitare il reinserimento degli ex membri delle SDF.
Il panorama politico post-occupazione è complesso: molti ex combattenti arabi si considerano ora vincitori e vedono la riconciliazione con il governo centrale come una vittoria. Fatima, al centro di questo processo, ha vissuto diversi ruoli in pochi anni: da combattente a prigioniera, ora è una giovane sposa in cerca di un nuovo inizio. Durante gli anni di controllo curdo, la vita era segnata da restrizioni e mancanza di libertà. I recenti avvenimenti, secondo le testimonianze locali, hanno portato a una sensazione di libertà, ma molti continuano a ricordare il passato di controlli severi e sospetti.
Alla luce delle esperienze vissute e della situazione attuale, gli abitanti di Raqqa e Deir Ezzor si confrontano con un futuro incerto. Le strutture e le opportunità di ricostruzione rimangono sfide significative, mentre la tensione tra le varie etnie e fazioni continua a caratterizzare la regione. Il processo di riconciliazione, benché necessario, è ancora lontano dall’essere completo e si colloca all’interno di un contesto geopolitico in rapido cambiamento.