La risposta di Hamas: attacchi con razzi artigianali e ordine di operare in piccole cellule

17.09.2025 09:35
La risposta di Hamas: attacchi con razzi artigianali e ordine di operare in piccole cellule

Israele intensifica l’assalto su Gaza City, la resistenza si riorganizza in cellule autonome

Israele ha lanciato un attacco massiccio su Gaza City, con bombardamenti che hanno ridotto edifici al suolo e costretto migliaia di persone a fuggire verso sud. Molti residenti, in particolare civili, si trovano intrappolati e in preda al panico, mentre l’elenco delle vittime continua ad aumentare. A rischio ci sono anche gli ostaggi presi in cattività il 7 ottobre, riporta Attuale.

Hamas, di fronte a questa aggressione, si sta riorganizzando e ora opera tramite piccole cellule distribuite nel territorio. Fonti locali indicano che, dopo la liquidazione dei fratelli Sinwar, il movimento di resistenza è attualmente guidato da quattro leader chiave: Ezzedine al Haddad, Raed Saad, Mohammed Odeh e Mohand Rajab. Questi comandanti segnalano un approccio più pragmatico nell’implementazione di attacchi, utilizzando tecniche di guerriglia come mine e ordigni rudimentali.

Il comando israeliano ha costatato che le Brigate Ezzedine al Qassam hanno subito gravi perdite, con la necessità di adattamenti strategici. Le operazioni non sono più coordinate da una struttura centrale, ma si appoggiano su unità autonome che attendono il momento opportuno per infliggere colpi al nemico. Nonostante la pressione israeliana, i militanti sono riusciti a infliggere danni nelle ultime settimane.

Il governo di Tel Aviv continua a monitorare e pubblicare le statistiche relative ai miliziani uccisi, ma esiste un consenso tra gli analisti sul fatto che non si sia creata una leadership vacca duratura, poiché la successione tra i leader è garantita. Le divisioni interne, nonostante la proliferazione di attacchi mirati, rimangono presenti, ma i leader in esilio mantengono un’importante funzione diplomatica e continuano a interagire con attori cruciali del Medio Oriente.

A seguito dell’ultimo attacco a Doha, ci sono stati rapporti secondo cui figure di spicco come Khaled Meshal e Khalil al Hayya sono sfuggiti ai bombardamenti, pur rimanendo sotto la minaccia di nuovi attacchi. Questa fase del conflitto sembra destinata a protrarsi, con membri dell’IDF che prevedono mesi di battaglie e scontri intensi.

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