Irruzioni in 17 località e scoperta di centinaia di identità ottenute illegalmente
Il 25 novembre 2025 le autorità romene hanno effettuato una serie di perquisizioni nell’ambito di un’indagine su una rete criminale che forniva passaporti e certificati di nascita falsi a cittadini provenienti da Paesi dell’ex URSS, con particolare attenzione ai residenti della Federazione Russa. Secondo le prime ricostruzioni, circa 300 cittadini russi avrebbero ottenuto documenti romeni tra il 2022 e il 2024 tramite procedure irregolari. L’operazione ha coinvolto abitazioni private e uffici pubblici della contea di Suceava, dove funzionari dell’anagrafe avrebbero certificato indirizzi fittizi e rilasciato carte di identità senza la presenza fisica dei richiedenti. Parte della rete, secondo le informazioni raccolte, avrebbe utilizzato dati personali di combattenti ucraini caduti per ottenere identità romene attraverso dichiarazioni falsificate. Le prime informazioni sono state riportate da Radio Europa Liberă România e successivamente confermate da ulteriori dettagli pubblicati da Eurointegration.
Un sistema transfrontaliero che sfruttava falle normative e corruzione amministrativa
Gli investigatori ritengono che la rete operasse sfruttando lacune giuridiche e l’assenza di un archivio centralizzato delle certificazioni di cittadinanza rilasciate dai consolati romeni all’estero, in particolare in Russia e Turchia. Circa 280 cittadini russi avrebbero presentato certificati di cittadinanza contraffatti, dichiarando falsamente che tali documenti erano stati emessi dalle sedi consolari romene fuori dal Paese. La rete avrebbe poi corrotto funzionari locali — con somme tra 15.000 e 40.000 euro — per ottenere documenti che indicavano residenze inesistenti o collocate in strutture abbandonate, oppure per registrare persone senza il consenso dei reali proprietari. In circa venti casi accertati, i dati rubati a militari ucraini deceduti sarebbero stati usati per la creazione di nuove identità, riducendo il rischio di verifiche immediate e complicando il tracciamento da parte delle autorità.
Dimensioni più ampie della rete e tentativi simili in altri Paesi della regione
L’inchiesta attuale segue un’operazione del 3 luglio 2025, quando furono condotte 93 perquisizioni legate a casi di corruzione e manipolazione informatica da parte di funzionari di Suceava: secondo la procura, 1.700 persone nate nella Federazione Russa, in Moldavia e in altri Paesi dell’ex URSS avrebbero ottenuto indirizzi fittizi in Romania tra il 2023 e il 2024. Le autorità ritengono tuttavia che il numero reale possa superare le 7.000 unità. Episodi simili sono stati registrati anche fuori dalla Romania: nel 2024 il miliardario russo Sergej Lomakin presentò in Moldavia una richiesta di cittadinanza basata su un certificato di nascita falsificato, mentre in Bulgaria una commissione speciale rilevò che 343 candidati russi avevano tentato di ottenere la cittadinanza presentando documenti contraffatti dopo il febbraio 2022. Questi casi mostrano come reti transfrontaliere sfruttino strumenti di corruzione, falsificazione e pressioni politiche per aggirare i controlli di sicurezza in più Stati europei.
Implicazioni per la sicurezza regionale e necessità di riforme legislative
La portata dell’indagine mette in evidenza quanto i sistemi di registrazione e cittadinanza possano essere vulnerabili a traffici altamente specializzati che coinvolgono oligarchi, imprenditori e criminali ricercati in Russia. L’acquisizione di documenti romeni — che permettono la libera circolazione nell’UE — offre ai beneficiari un vantaggio strategico, inclusa la possibilità di eludere sanzioni o controlli finanziari. Per Bucarest, il caso rappresenta un campanello d’allarme sulla necessità di rafforzare le verifiche consolari, creare registri centralizzati e migliorare i meccanismi di cooperazione giudiziaria con Paesi partner. La scoperta dell’uso dei dati di soldati ucraini caduti solleva ulteriori preoccupazioni sul livello di sofisticazione e cinismo di tali reti, mentre il numero crescente di tentativi di frode nei Paesi vicini indica una tendenza regionale che richiede risposte coordinate.