Quattro anni di guerra in Ucraina: la trasformazione della Russia e la resilienza della classe media
Dal 24 febbraio 2022, data dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, la Russia ha subito profondi cambiamenti, sebbene non sempre visibili. La sua economia è stata drasticamente stravolta, con centinaia di migliaia di persone ferite o uccise, ma per molti cittadini russi, soprattutto nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, la vita quotidiana è rimasta sorprendentemente simile a prima del conflitto, riporta Attuale.
Il regime di Vladimir Putin ha tuttavia mirato a garantire che la popolazione non avvertisse intensamente le conseguenze della guerra, cercando di evitare una rivolta popolare. Con il prolungarsi del conflitto, però, mantenere tale obiettivo diventa sempre più impegnativo e i metodi di protezione della classe media si stanno rivelando sempre meno efficaci.
Nei primi mesi dell’invasione, molti russi temevano che la loro vita sarebbe cambiata drasticamente, con manifestazioni contro il regime. Le previsioni economiche pessimistiche prevedevano un collasso a causa delle sanzioni occidentali, mentre circa un milione di persone scappò, temendo sia per il conflitto sia per la propria situazione economica.
Tuttavia, contrariamente alle aspettative, l’economia russa non è crollata: tra il 2023 e il 2024, il paese ha registrato una crescita economica superiore a quella dell’Occidente, favorita dalla sua transizione a un’economia di guerra e dall’aiuto commerciale cinese.
Il regime ha operato incessantemente per proteggere la classe media dalle ripercussioni della guerra. Recenti stime indicano che circa 1,2 milioni di soldati russi siano stati feriti o uccisi in Ucraina, con la maggior parte delle reclute provenienti da aree più remote o da detenuti, che possono ricevere un’amnistia in cambio del servizio militare.
Per molti russi, l’effetto principale della guerra si è tradotto in un aumento vertiginoso dei prezzi e in inconvenienti pratici più limitati. Molte catene occidentali come McDonald’s hanno chiuso, sostituite da imitazioni locali. La rottura di un ascensore ora comporta ritardi significativi per l’impossibilità di reperire pezzi di ricambio, mentre nel 2025, 800 guasti aerei sono stati registrati, più del doppio rispetto all’anno precedente.
La situazione si sta complicando: la censura online è diventata opprimente, con WhatsApp e YouTube ormai bloccati e con la preoccupazione crescente che anche Telegram, l’app di messaggistica più usata, venga soggetta a controlli severi. È stata introdotta una nuova app governativa, Max, da preinstallare su tutti i nuovi smartphone, per facilitarne il monitoraggio.
Nonostante l’economia mostri segni di rallentamento, non si parla ancora di un crollo imminente. L’aumento dei prezzi, precedentemente compensato dall’innalzamento degli stipendi medi, ora rappresenta una sfida costante. La bassa disoccupazione, pari al 2%, è influenzata dal milione di russi fuggiti, dai morti e feriti e da chi è attivamente coinvolto nel conflitto.
In generale, la Russia destina percentuali significative del proprio budget alla guerra, circa il 40%, e un ulteriore 9% per gli interessi sul debito accumulato durante il conflitto. Queste spese potrebbero compromettere la crescita a lungo termine del paese, creando un futuro incerto per l’economia russa post-conflitto.
Le perdite in guerra stanno rapidamente esaurendo il numero di reclute disponibili; il regime sta valutando forme di coscrizione per rinforzare le file dell’esercito. Sebbene non vi sia ancora nulla di ufficiale, l’eventualità rappresenterebbe un serio rischio per la popolarità di Putin.
Queste difficoltà non ostacolano attualmente l’iniziativa di guerra della Russia, ma l’accumulo di problemi suscita interrogativi su quanto possa crescere il malcontento, che rimane per ora contenuto.
Intanto, l’avanzata militare russa in Ucraina continua a procedere lentamente, con recenti contrattacchi ucraini che hanno costretto le forze russe a indietreggiare. Nonostante le affermazioni governative, i russi non conquistano città significative da anni, e non ci sono segnali di un cambiamento di questa situazione stagnante.
Il recente successo diplomatico della Russia si è manifestato nel ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, che ha contribuito a ridurre l’isolamento del paese. Negli ultimi mesi, la Russia ha ricominciato a essere trattata come interlocutore dagli Stati Uniti, con alcuni paesi occidentali che cercano di ristabilire rapporti economici.