La Russia annuncia il test di un missile da crociera nucleare Burevestnik
Il regime russo ha dichiarato con grande enfasi di aver testato con successo un missile da crociera a propulsione nucleare, in grado di trasportare anche testate atomiche, chiamato Burevestnik. L’annuncio, fatto dal presidente Vladimir Putin, è stato ricevuto con preoccupazione, poiché il Burevestnik, grazie al suo sistema di propulsione, ha un raggio d’azione superiore rispetto ad altri missili russi e si sostiene possa eludere i sistemi di difesa antiaerei, riporta Attuale.
Il missile era oggetto di discussioni già da tempo e i test erano in corso da anni. Tuttavia, è impossibile verificare in modo indipendente l’efficacia di queste armi, poiché tutte le informazioni disponibili provengono dalla Russia. Il Burevestnik era stato annunciato nel 2018 e nel 2023 Putin aveva affermato che era stato condotto un “test finale” positivo.
L’annuncio di domenica ha un chiaro obiettivo propagandistico. Un video di 12 minuti mostra Putin in abiti militari mentre discute del test con il capo di stato maggiore delle forze armate, il generale Valery Gerasimov. Secondo Gerasimov, il missile sarebbe rimasto in volo per 15 ore, percorrendo 14.000 chilometri, mentre Putin lo ha definito “un’arma unica, che nessun altro paese al mondo possiede”, sottolineando la necessità di prepararsi a fornirla all’esercito.
Il missile prende il nome dagli uccelli delle tempeste, noti per la loro capacità di predire le burrasche, in un’allusione minacciosa. Fin dall’inizio, Putin ha presentato il progetto del Burevestnik come risposta alle capacità militari statunitensi e occidentali. Jeffrey Lewis, esperto di armi nucleari, lo ha definito una “piccola Chernobyl volante”, in riferimento al noto disastro nucleare del Ventesimo secolo.
Si ritiene che il reattore nucleare montato sul Burevestnik si attivi una volta che i razzi a combustibile solido lo hanno portato in volo, con una gittata che varia tra 10.000 e 20.000 chilometri, sufficiente per colpire gli Stati Uniti da qualsiasi punto della Russia. Un’inchiesta di Reuters aveva identificato un possibile sito di lancio a Čebsara, circa 500 chilometri a nord di Mosca, mentre il test potrebbe essersi svolto a Pan’kovo, nell’arcipelago Novaja Zemlja, dove si sono intensificate le attività negli ultimi mesi.
Per il regime, l’annuncio del successo del test serve a inviare un messaggio sia a Trump che agli alleati occidentali dell’Ucraina. Pubblicizzare un’arma così potente sostiene la narrazione che la Russia sia ancora una grande potenza militare, contraddicendo le affermazioni di Trump che l’aveva definita una “tigre di carta”. Inoltre, rappresenta un avvertimento contro l’assistenza d’intelligence fornita dagli Stati Uniti agli attacchi ucraini e un possibile invio di armi più potenti a Kiev.
Secondo il New York Times, i progressi sul Burevestnik potrebbero essere correlati all’accordo sul controllo degli armamenti New START, rimanendo l’ultimo trattato tra Stati Uniti e Russia. Sebbene nel 2023 la Russia avesse sospeso la sua partecipazione, Putin ha proposto di prolungare di un anno i limiti degli arsenali. Martedì, Trump ha criticato il test del Burevestnik, affermando che Putin “deve far finire la guerra in Ucraina”.