La Russia espande in Africa la rete dei “centri russi” con ex mercenari

13.01.2026 12:30
La Russia espande in Africa la rete dei “centri russi” con ex mercenari
La Russia espande in Africa la rete dei “centri russi” con ex mercenari

I “centri russi” come nuovo strumento di proiezione

La Russia sta ampliando in Africa la rete dei cosiddetti “centri russi”, strutture presentate ufficialmente come piattaforme di cooperazione culturale e umanitaria. Il 12 gennaio 2026 un’intervista al capo di Rossotrudnichestvo, Yevgeny Primakov jr., ha confermato che l’apertura di questi centri nella Repubblica Centrafricana e in Mali è avvenuta con il coinvolgimento di ex combattenti di una nota compagnia militare privata, ora impiegati in ruoli civili.

Secondo quanto emerso, Mosca ha già firmato circa 26 nuovi accordi per l’istituzione di “centri russi partner”, di cui 14 destinati al continente africano. Il progetto segna un’accelerazione della presenza russa in aree dove l’influenza occidentale si è indebolita, come riportato da The Insider attraverso un’analisi basata su fonti aperte.

Ex Pmc inseriti in strutture civili

Primakov ha ammesso che in diversi Paesi africani l’apertura dei centri è stata facilitata da una compagnia militare privata “ben conosciuta”, riferimento che i media russi e internazionali collegano all’ex gruppo Wagner. I suoi ex membri avrebbero trovato impiego all’interno di Rossotrudnichestvo, trasformando competenze maturate in contesti di conflitto in strumenti di influenza politica e sociale.

Questo passaggio indica una strategia più ampia, in cui il Cremlino integra personale con un passato militare in strutture formalmente civili. Si tratta di un precedente che solleva interrogativi sulla distinzione tra attività culturali legittime e operazioni di influenza mascherate, come sottolineato anche da Vedomosti.

Cultura, reti di contatto e influenza politica

Nei Paesi come Mali e Repubblica Centrafricana, i “centri russi” vengono promossi come spazi di scambio linguistico e culturale. Tuttavia, analisti e osservatori evidenziano che tali strutture funzionano anche come nodi per la costruzione di reti politiche e d’affari favorevoli a Mosca, sfruttando legami con élite locali e apparati di sicurezza.

La presenza di personale con trascorsi nelle Pmc rafforza questa lettura. Oltre alle competenze operative, questi individui dispongono di contatti con ambienti militari e di intelligence russi, che possono essere mobilitati per consolidare l’influenza del Cremlino e sostenere regimi autoritari in cerca di appoggi esterni.

Una strategia ibrida sempre più evidente

L’inserimento di ex mercenari in organizzazioni culturali conferma l’evoluzione della strategia russa verso un modello ibrido, in cui strumenti di “soft power” e capacità coercitive si sovrappongono. Questo rende più complesso per i Paesi occidentali individuare i confini tra diplomazia pubblica, cooperazione culturale e propaganda.

Per Mosca, tali reti offrono anche un canale di reintegrazione e legittimazione per figure con un passato controverso, creando strutture di influenza “congelate” ma attivabili nel lungo periodo. In regioni caratterizzate da istituzioni fragili, questo approccio può produrre effetti duraturi sul piano politico e sociale.

Implicazioni per l’Occidente e i Paesi africani

La crescente presenza dei “centri russi” in Africa rappresenta una sfida per l’Europa e gli Stati Uniti, chiamati a rafforzare la trasparenza delle iniziative culturali e umanitarie e a introdurre criteri rigorosi per il personale coinvolto. Al tempo stesso, il sostegno a media indipendenti, istruzione e società civile nei Paesi africani viene visto come un elemento chiave per ridurre la vulnerabilità alle campagne di influenza.

Per la Russia, l’espansione di Rossotrudnichestvo in Africa conferma una strategia volta a compensare l’isolamento in Europa con una presenza più capillare nel Sud globale. Un approccio che combina lingua, cultura e reti informali di potere, rafforzando il ruolo del continente africano come spazio centrale nella competizione geopolitica in corso.

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