La salma di Liliana Resinovich non torna a Trieste per indagini: paralleli con il caso di Serena Mollicone

24.02.2026 20:05
La salma di Liliana Resinovich non torna a Trieste per indagini: paralleli con il caso di Serena Mollicone

Trieste, 24 febbraio 2026 – I resti di Liliana Resinovich potrebbero servire per ulteriori indagini, “per questo non è ancora arrivato il nulla osta alla nuova sepoltura”. Una circostanza dolorosa che ricorda il caso di Serena Mollicone, il delitto di Arce. Marina Baldi, genetista, riflette sulla questione riguardo perché, a due anni dalla riesumazione, quelli che per la scienza sono ‘reperti’ ma per la famiglia restano una salma da piangere non siano mai tornati al cimitero Sant’Anna di Trieste. Attualmente, l’inchiesta sulla morte della 63enne è per omicidio, con unico indagato il marito della vittima, Sebastiano Visintin. La donna era sparita da casa il 14 dicembre 2021 ed era stata ritrovata cadavere il 5 gennaio 2022 nel parco dell’ex manicomio, riporta Attuale.

L’appello della cugina Silvia Radin

La cugina di Lilly, Silvia Radin, ha lanciato un appello: “Ridateci i resti di Liliana, vogliamo poter portare un fiore al cimitero”.

La riesumazione di Liliana Resinovich

La riesumazione di Liliana Resinovich è avvenuta la mattina del 13 febbraio 2024. Il gip Luigi Dainotti, oggi in pensione, nel respingere la richiesta di archiviazione dell’allora procuratore Antonio De Nicolo, aveva ‘ordinato’ 25 approfondimenti. “Oggi le indagini non sono completate. Per questo, immagino, la Procura preferisce completare gli accertamenti prima di dare disposizioni”, ha osservato la genetista, che nel caso Resinovich rappresenta la nipote della vittima, Veronica.

Non ci sono limiti di tempo per gli accertamenti scientifici. “Al cimitero di Bracciano – ricorda – mi è capitato di lavorare sulle ossa di una persona che era morta 95 anni prima, per stabilire la sua identità”. La scienza forense è in grado di rivelare tramite le minime irregolarità, “capire ad esempio dai segni sulle ossa la ‘firma’ di una coltellata, quindi se le lesioni hanno toccato le ossa si possono ancora trovare”.

La frattura alla vertebra T2 e le parole del medico legale

Raffaele Barisani, medico legale e consulente di Visintin, ha dichiarato: “Se ci sarà un processo, dovremo sicuramente approfondire tra le tante cose anche la frattura alla vertebra T2”. Potrebbe quindi tornare in discussione la famosa perizia terza, richiesta dalla difesa dell’indagato e negata prima dal gip, che l’ha considerata “ultronea”, e poi dalla Cassazione che ha giudicato “inammissibile” il ricorso presentato dai difensori.

Il precedente del caso Mollicone

Marina Baldi cita il caso di Serena Mollicone, la 18enne di Arce (Frosinone) sparita il 1 giugno 2001 e ritrovata cadavere due giorni dopo. L’11 marzo dell’anno scorso la Cassazione ha disposto l’annullamento della sentenza di assoluzione per i Mottola, l’allora comandante della caserma dei carabinieri, il figlio e la moglie. Il processo è in corso. Il 22 marzo 2016, a 15 anni dalla morte, per nuovi accertamenti, la salma era stata riesumata e rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria per 21 mesi. Il 22 dicembre 2017, Serena Mollicone era tornata nel cimitero di Arce.

1 Comment

  1. Ma che assurdo, questa situazione è veramente incomprensibile. Due anni senza pace per la famiglia di Liliana, e noi che continuiamo a sentir parlare di indagini. Solo la scienza può portarle giustizia e dignità. Non è giusto farli aspettare così a lungo…

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere