La sconfitta storica della Lega in Toscana: il 4,38% ridimensiona il partito di Vannacci

14.10.2025 05:35
La sconfitta storica della Lega in Toscana: il 4,38% ridimensiona il partito di Vannacci

Nei risultati definitivi delle elezioni in Toscana, la Lega si attesta al 4,38%, superata da Forza Italia e Toscana Rossa. Questo risultato rappresenta una pesante sconfitta per l’ex generale Roberto Vannacci, che sperava in una performance decisamente migliore nella sua regione. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha dichiarato: «Se questo è l’effetto Vannacci speriamo che prosegua». Anche all’interno del Carroccio si percepisce un crescente nervosismo nei confronti del segretario Matteo Salvini, accusato di aver «distrutto il partito». La minaccia di un addio da parte di Luca Zaia si fa sempre più concreta, riporta Attuale.

La débâcle della Lega in Toscana

Le preferenze totalizzate dalla Lega ammontano a 54 mila, quasi la metà rispetto alle 102 mila ottenute nelle elezioni europee di un anno e mezzo fa. Vannacci, in un post su Facebook, ha commentato l’astensionismo: «Chi non ha votato, 1 toscano su 2, non si lamenti perché se non partecipi poi non hai alcun diritto di pretendere». Tuttavia, i dati parlano chiaro: nel confronto con altre regioni, il Carroccio ha ottenuto risultati inferiori rispetto alle Marche (7,3%) e alla Calabria (9,4%). Anche nei recenti consultazioni politiche, il partito aveva registrato un 6,5%, mentre nel 2020 la candidata leghista Susanna Ceccardi aveva portato il partito al 21%.

La grande sconfitta

La gestione della campagna elettorale è stata segnata da tensioni. Ceccardi e Giovanni Galli sono stati esclusi dalle liste, portando a numerosi addii a livello locale. Alessandro Santini, già capogruppo a Viareggio, ha affermato: «È stato distrutto un partito per regalare un posto agli amici di Vannacci». Il candidato di Fratelli d’Italia, Alessandro Tomasi, ha commentato che a fronte di questi risultati, «qualcosa non ha funzionato». Ha aggiunto che l’analisi spetta al Carroccio, che dovrà riflettere sulla campagna elettorale e la composizione delle liste. «Noi abbiamo sempre creduto nel lavoro di gruppo», ha sottolineato.

Il problema Zaia

Ora lo sguardo si rivolge a Veneto e Campania. Zaia rischia di non vedere il suo nome sul simbolo per le prossime elezioni, come riportato da Repubblica, con la scritta “Zaia” che non sarà inclusa. Qualora ciò accadesse, anche il riferimento a «Salvini premier» sarebbe escluso, sostituito dal nome del candidato governatore. Zaia ha espresso che «il veto non arriva da FdI», suggerendo che potrebbe provenire internamente. Dopo un colloquio con Giorgia Meloni, si attende un incontro a Roma previsto per la prossima settimana.

L’uscita dal Carroccio

Zaia e i suoi collaboratori evocano quindi la possibilità di una clamorosa fuoriuscita dal Carroccio: «Vedrò dove impegnarmi in futuro…». Ha dichiarato liberamente: «Se sono un problema vedrò di renderlo reale, il problema. Cercherò di organizzarmi in maniera tale da rappresentare fino in fondo i veneti». Concludendo, ha affermato: «La campagna elettorale sarà purificatoria, lì si vedono i numeri, chi conta, chi ha parlato troppo». E, infine, ha rassicurato: «Io sono ancora vivo». Resta da vedere il futuro della Lega.

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