L’Aquila, 21 dicembre 2025 – La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato la sospensione della potestà genitoriale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, evidenziando la necessità di un cambiamento di atteggiamento da parte della coppia. I tre figli, di 8 anni e due gemelli di 6, rimarranno nella casa-famiglia di Vasto, lontani dal bosco di Palmoli, e non passeranno il Natale a casa, riporta Attuale.
“Gravi rischi per la salute dei bimbi”
I giudici hanno sottolineato i “gravi rischi per salute fisica e psichica, crescita e personalità dei minori”, ribadendo le preoccupazioni espresse dal Tribunale per i minorenni nel provvedimento del 20 novembre. I bambini, isolati nel bosco, facevano fronte a una situazione di unschooling inadeguato, igiene scarsa e mancanza di socializzazione. La figlia maggiore, trasferita nella casa-famiglia, è risultata illetterata, incapace di leggere o scrivere in inglese o italiano. Le obiezioni avanzate dai legali Danila Solinas e Marco Femminella sono state respinte. La Corte ha ritenuto necessaria la misura adottata per il trasferimento nella casa di comunità di Vasto, sebbene si noti un “apprezzabile sforzo di collaborazione” da parte della famiglia dopo l’allontanamento.
I cambiamenti della famiglia
La Corte ha evidenziato i cambiamenti registrati nelle ultime settimane, definendo “apprezzabili” i progressi della famiglia. I genitori anglo-australiani hanno attuato un significativo cambio di registro, con nuove prospettive per il futuro.
Armando Carusi, ristoratore di Ortona, ha offerto una nuova casa, che permetterà di abbandonare le precarie condizioni di vita nel bosco per un ambiente dotato di comfort igienici. Si prevede anche una maggiore attenzione all’istruzione, con una maestra a domicilio per alfabetizzare i bambini, abbandonando pratiche educative rigide.
Il prossimo round
I magistrati hanno valutato l’operato dei collegi del Tribunale per i minorenni, delineando una netta distinzione tra passato e presente. Hanno concluso che l’ordinanza emessa un mese fa era legittima senza evidenziare “errori macroscopici” o abusi procedurali. Ora, la questione torna al Tribunale dell’Aquila: saranno sufficienti i cambiamenti “apprezzabili” per riportare i bambini a casa?