Il Parlamento serbo approva il progetto immobiliare di Kushner a Belgrado
Venerdì, il parlamento serbo ha approvato una legge speciale che autorizza un ambizioso progetto immobiliare voluto da Jared Kushner, genero di Donald Trump, per costruire un complesso extralusso nell’ex sede dello Stato maggiore yugoslavo, a Belgrado, riporta Attuale.
L’edificio, noto come Generalštab, è riconosciuto come un capolavoro dell’architettura modernista e giace in stato di abbandono dal bombardamento della NATO nel 1999, trasformandosi in un memoriale. Sin dall’inizio, il progetto ha suscitato polemiche dovute al suo valore storico e simbolico, e alla decisione del governo serbo di facilitare la sua realizzazione, rimuovendo le tutele legali e facendo pressioni sulla soprintendenza.
La rapidità con cui il governo ha spinto il progetto, nonostante le possibili ripercussioni negative sul consenso popolare, è interpretata come un tentativo di ingraziarsi l’amministrazione statunitense. Infatti, Trump aveva già mostrato interesse per il Generalštab nel 2013, ma gli sviluppi hanno accelerato nel 2024, dopo la sua rielezione a novembre.
Il piano prevede che la società di investimento di Kushner, Affinity Partners, costruisca un hotel di lusso con 175 camere e un complesso residenziale di oltre 1.500 appartamenti, oltre a un museo per onorare il passato del sito. La società avrà in concessione gratuita il complesso per 99 anni, in cambio del 22% dei ricavi al governo serbo.
La legge è stata approvata in una sessione urgente, normalmente riservata a situazioni di emergenza, e l’opposizione ha denunciato la sua incostituzionalità. Tuttavia, la maggioranza governativa di Aleksandar Vučić ha respinto qualsiasi emendamento, aprendo la strada per un’imminente avvio dei lavori al Generalštab.
Il progetto aveva subito un rallentamento in primavera, quando alcuni funzionari coinvolti nella rimozione dei vincoli erano stati incriminati per falsificazione di atti pubblici e abuso di potere, compreso il direttore della soprintendenza nominato dal governo Vučić, il quale aveva sostituito la precedente dirigenza che si era opposta alla riqualificazione.
Oltre all’opposizione, la legge ha ricevuto critiche da parte del movimento studentesco che da oltre un anno mobilita massicce proteste contro Vučić, rappresentando un problema politico significativo per il governo. La settimana scorsa, decine di migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione per il primo anniversario del crollo nella stazione ferroviaria di Novi Sad, considerato un emblematico esempio di corruzione governativa che ha innescato le attuali proteste.