Negli ultimi giorni, il presidente americano Donald Trump ha fatto un uso intensivo di un linguaggio poco istituzionale, lanciando slogan e provocazioni sorprendenti. Questo stile comunicativo, già noto durante il suo primo mandato, ha raggiunto un picco nella scorsa settimana, quando Trump ha combinato affermazioni audaci su Cuba e attacchi a funzionari americani con riferimenti sgarbati al regime iraniano, riporta Attuale.
11 gennaio. Rubio prossimo presidente di Cuba
Domenica scorsa, in risposta a un tweet in cui si ipotizzava che Marco Rubio potesse diventare il presidente di Cuba, Trump ha commentato: «Mi sembra una buona idea!». Questa affermazione giunge nel contesto delle tensioni con il Venezuela e mentre Trump è sotto accusa per le sue ripetute minacce contro il regime cubano, tentando di rovesciare l’immagine secondo cui gli Stati Uniti vogliono solo riprendere il controllo del loro “cortile di casa”.
11 gennaio. La guerra dei sette anni con Powell
Trump ha anche avviato un’indagine senza precedenti contro Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, accusato di una spesa eccessiva per la ristrutturazione della Banca centrale americana. Trump ha dichiarato che Powell è «incompetente o disonesto», mentre in passato lo ha definito con insulti vari, da «stupido» a «grande perdente». Questa tensione tra Trump e Powell dura fin dal 2018, data della nomina di Powell.
13 febbraio. Il dito medio all’operaio
Durante una visita a uno stabilimento Ford in Michigan, Trump ha reagito a un operaio che lo ha chiamato «protettore di pedofili» mostrando il dito medio, seguito da un insulto verbale. La Casa Bianca ha descritto l’incidente come una risposta appropriata a un «pazzo in preda a una crisi di rabbia».
13 febbraio. Lo sfottò al premier groenlandese
Riferendosi alla dichiarazione del premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen, che preferirebbe mantenere il legame con il Regno di Danimarca piuttosto che unirsi agli Stati Uniti, Trump ha reagito con disprezzo: «Non so chi sia. Non so nulla di lui. Ma per lui questo si rivelerà un grosso problema».
14 febbraio. Le battute sulle slitte trainate dai cani
In un episodio passato, Trump aveva ironizzato sul fatto che la Danimarca avesse incrementato la sicurezza della Groenlandia con slitte trainate da cani. In un post su Truth, ha ribadito questa affermazione, esprimendo un messaggio provocatorio sull’Atlantico: «Dite alla Danimarca di levarsi da lì SUBITO!».
15 febbraio. L’attacco alle autorità del Minnesota
Otto giorni dopo la morte dell’attivista Renee Good, Trump ha attaccato le autorità del Minnesota, minacciando di usare l’INSURRECTION ACT contro di loro se non avessero fermato le violenze. Questa dichiarazione ha come obiettivo il governatore statale Tim Walz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey.
16 febbraio. L’irrituale ringraziamento all’Iran
In un post sorprendente, Trump ha espresso gratitudine agli ayatollah per aver annullato impiccagioni programmate in Iran, un gesto inusuale per un presidente americano che ha considerato l intervento militare come un’opzione per sostenere le proteste contro il regime iraniano. La sua nota di ringraziamento ha suscitato forti reazioni nel dibattito politico.