La sinistra boliviana in crisi: il Mas rischia di perdere le elezioni dopo 20 anni di governo

17.08.2025 07:45
La sinistra boliviana in crisi: il Mas rischia di perdere le elezioni dopo 20 anni di governo

Il partito di Morales in crisi alle elezioni in Bolivia: possibile una svolta storica

Alle elezioni di domenica in Bolivia, il partito di sinistra Movimiento al Socialismo (Mas) rischia di perdere per la prima volta dal 2006. La crisi economica e il conflitto di potere tra il presidente in carica, Luis Arce, e l’ex presidente Evo Morales, il cui obiettivo è tornare al potere nonostante il superamento del limite dei mandati, hanno contribuito al calo di consensi, riporta Attuale.

La divisione interna del Mas si riflette nel contesto attuale delle elezioni presidenziali, che coincidono con quelle parlamentari. Per la prima volta in due decenni, le forze di destra e di centro sembrano avere concrete possibilità di vittoria, mentre i sondaggi mostrano che nessuno dei nove candidati della sinistra supera la maggioranza assoluta, aprendo la strada a un ballottaggio previsto per ottobre.

La frattura all’interno del Mas è palpabile, con fazioni che continuano a schierarsi tra i sostenitori di Morales e quelli di Arce. La rivalità tra i due leader è emersa in pieno nel 2020, quando Morales tornò dall’esilio e i conflitti interni si intensificarono, culminando nel ritiro di Morales dal Mas lo scorso febbraio.

Attualmente, i candidati di sinistra appaiono indeboliti. Morales, dopo essere stato escluso dal Tribunale elettorale, ha invitato i suoi sostenitori ainvalidare le schede. Arce ha deciso di non ricandidarsi, sostenendo Eduardo del Castillo, la cui popolarità è minata dalla grave crisi economica che ha colpito il Paese, con un’inflazione che ha raggiunto il 17%. Da un lato, si stima che il governo abbia esaurito le riserve di valuta estera, costringendo a vendere le riserve d’oro per far fronte alle esigenze di importazione.

Un altro esponente di sinistra, Andrónico Rodríguez, presidente del Senato, si trova in una posizione precaria nei sondaggi, non superando il 10%, nonostante le sue origini legate al sindacato dei cocaleros.

In questo scenario, cadono nel dimenticatoio le candidature di personalità come Jorge Quiroga e Samuel Doria Medina, entrambi con esperienze precedenti in ruoli di governo e che propongono politiche di austerità mirate a stabilizzare l’economia, suggestivamente riavvicinando il Paese agli Stati Uniti dopo anni di legami più forti con Cina e Russia.

Tuttavia, il clima politico rimane teso, con il rischio di contestazioni da parte dei sostenitori di Morales, che hanno già dimostrato di saper mobilitare proteste e blocchi stradali. Le statistiche parlano di almeno 42 incidenti violenti durante la campagna elettorale, con un bilancio di otto morti; un chiaro segnale del malcontento crescente nel Paese.

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