Collaborazione culturale tra Siria e Italia
La missione intrapresa a Roma dalla viceministra della Cultura del nuovo governo siriano offre la possibilità di una cooperazione futura con l’Heritage International Institute, riporta Attuale.
Una delle maggiori sfide per la salvaguardia dei beni archeologici e delle antichità in Siria è quella di far comprendere che “se un regime crolla, le norme di diritto non lo seguono”. A tal proposito, Luna Rajab, viceministra della Cultura, partecipando alla Conferenza internazionale «The Fight Against Illicit Trafficking of Cultural Objects through Diplomacy, Law, Technologies, and the Carabinieri’s Role», ha sottolineato la necessità di implementare un controllo rigoroso sui siti archeologici, contrastando gli scavi non autorizzati.
La Rajab vanta un’ampia esperienza nel settore del restauro e della protezione dei beni culturali. Attualmente, si sta occupando del restauro della Moschea al-Zaytuna di Tunisi. È consapevole delle enormi difficoltà che il suo paese deve affrontare, evidenziando un aspetto preoccupante: “Secondo la legge siriana, chi trova oro o metallo riceve un compenso in base al peso. Tuttavia, il reperto viene considerato come metallo e non come un’antichità, rendendo così complessa la regolamentazione degli scavi illegali, specialmente in un contesto di povertà accentuata da anni di conflitto.”
Se la Siria stessa cerca supporto nel campo culturale, il fulcro della missione della viceministra in Italia è rappresentato dall’Heritage International Institute. “Il nostro obiettivo è la protezione e la valorizzazione del patrimonio culturale in condizioni di vulnerabilità, incluse le situazioni di conflitto. Le sfide sono molteplici: dal cambiamento climatico ai disastri naturali fino alle emergenze sanitarie”, ha commentato il presidente Sergio Iovino.
Con riferimento alla visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo la caduta di Assad, sembrano prospettarsi nuovi sviluppi. Hani El Debuch, direttore della task force dell’Heritage International Institute, ha riferito che sono in programma “missioni sul campo” e un evento dedicato alla musica siriana nei due paesi. Tra le priorità vi è la documentazione e digitalizzazione del patrimonio culturale siriano, con l’intento di valorizzare il turismo, insieme alla rivalutazione di importanti siti archeologici e elementi del patrimonio intangibile della Siria, come l’artigianato, la cucina e la danza.