La Spagna accompagna un tanker del “flotta ombra” russa invece di fermarlo

29.01.2026 09:00
La Spagna accompagna un tanker del “flotta ombra” russa invece di fermarlo
La Spagna accompagna un tanker del “flotta ombra” russa invece di fermarlo

Un’operazione di soccorso che solleva interrogativi

Il 28 gennaio 2026 è emerso che le autorità marittime della Spagna hanno avviato un’operazione di scorta, anziché di fermo, nei confronti della petroliera Chariot Tide, rimasta in avaria con il motore mentre si trovava in mare. Il tanker è stato accompagnato fino al porto marocchino di Tangeri-Med, nonostante sia sospettato di appartenere alla cosiddetta “flotta ombra” russa. Secondo quanto ricostruito dai media, la nave batte bandiera del Mozambico ed era precedentemente conosciuta come Marabella Sun, nome sotto il quale figurava nelle liste sanzionatorie dell’Unione europea e del Regno Unito nel 2024, come riportato da un’analisi di Deutsche Welle sull’episodio.

Il contesto operativo e le rotte sospette

Il 22 gennaio il Chariot Tide aveva perso la propulsione ed era rimasto all’ancora al largo delle coste marocchine, prima di essere spinto verso est da una tempesta e fermarsi in acque internazionali sotto responsabilità di ricerca e soccorso spagnola. Dati di tracciamento indicano che a fine dicembre 2025 la nave si trovava presso il terminal petrolifero di Vistino, nella regione russa di Leningrado, per poi dirigersi verso il Mediterraneo. In precedenza, le autorità tedesche avevano vietato l’accesso del tanker alle proprie acque territoriali nel Baltico, insieme ad altre unità considerate a rischio.

Incoerenze nella risposta europea

La decisione di Madrid appare in contrasto con il recente irrigidimento della linea europea verso la “flotta ombra” russa. Solo il giorno precedente, un gruppo di 14 Paesi europei aveva avvertito che le petroliere prive di documentazione valida su bandiera, sicurezza e assicurazione sarebbero state trattate come navi senza nazionalità, aprendo la strada a ispezioni e fermi. In questo quadro, la scelta di limitarsi a un accompagnamento tecnico, senza chiarire la natura del carico né le ragioni del mancato sequestro, evidenzia una mancanza di uniformità nell’applicazione delle misure restrittive.

Implicazioni strategiche e sanzionatorie

La “flotta ombra” russa è composta in gran parte da navi obsolete, spesso prive di coperture assicurative occidentali, utilizzate per aggirare le sanzioni e mantenere l’export di greggio, una delle principali fonti di entrate per Mosca. Secondo stime di mercato, nel dicembre 2025 queste navi trasportavano circa 5 milioni di barili al giorno, pari a oltre il 10% del traffico marittimo globale di petrolio. Episodi come quello del Chariot Tide rischiano di creare precedenti che indeboliscono la credibilità dell’azione europea e incentivano ulteriori elusioni.

Verso un possibile cambio di regole

Gli strumenti del diritto marittimo internazionale consentono controlli e interventi anche in acque internazionali nei confronti di navi sospettate di violazioni su bandiera e documenti. L’esempio recente del fermo francese della petroliera Grinch, identificata come parte della “flotta ombra”, mostra che un approccio più assertivo è possibile senza escalation militare. In questo contesto, un nuovo pacchetto di sanzioni UE atteso per febbraio potrebbe rafforzare ulteriormente il controllo, includendo restrizioni assicurative più severe, con l’obiettivo di colpire uno dei nodi logistici più vulnerabili dell’economia di guerra russa.

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