Il caso di Masha: una storia di repressione e attesa di asilo in Germania
Una bambina di 12 anni, Masha Moscalev, ha visto cambiare drasticamente la propria vita dopo aver realizzato un disegno pacifista durante un’ora di lezione nel 2022. Il suo disegno, che mostrava una madre e una figlia vicine alla bandiera «Slava Ukraini» mentre i razzi piovevano da una collina russa, ha attirato l’attenzione delle autorità, portando all’intervento del FSB. Dopo quel momento, Masha è stata presa in custodia in un istituto correttivo e suo padre, Aleksej Moscalev, è stato arrestato. Dopo aver lasciato la Russia nel 2024, la famiglia vive attualmente in un ex Paese sovietico, in attesa di notizie sul proprio futuro, riporta Attuale.
Negli ultimi quattro anni, Masha e Aleksej hanno dovuto affrontare una vita di privazioni e paura. Malgrado il sostegno ricevuto dalla Germania, che nel 2022 aveva promesso un’accoglienza veloce per i russi perseguitati per l’opposizione alla guerra, la situazione è notevolmente cambiata. Nel 2025, con l’incarico di un nuovo ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, i programmi umanitari sono stati sospesi, lasciando la famiglia senza alcuna comunicazione ufficiale riguardo al proprio status di richiesta di asilo.
È dal 2024 che Masha e Aleksej, a seguito del completamento della pena detentiva di quest’ultimo, sperano di entrare in Germania. Circa 2500 dissidenti russi e 400 bielorussi avevano ottenuto l’asilo fino a maggio 2025, ma la loro situazione si è complicata drasticamente con il cambio di governo. Ora vivono con le limitazioni imposte dal paese che li ospita, senza opportunità di lavoro o istruzione per Masha, che non può frequentare la scuola.
La storia della famiglia Moscalev, evidenziata dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, mette in luce le ripercussioni della repressione in Russia, ma anche le difficoltà che i dissidenti affrontano una volta fuori dalla loro patria. Aleksej Moscalev, oggetto di persecutoria pressione da parte dell’FSB, ha dovuto fuggire, temendo per la propria vita e quella di sua figlia. I due, ora, vivono in una sorta di limbo, lottando per riallacciare le redini della loro vita e sperando in un futuro migliore, mentre la Germania continua a rivedere le proprie politiche di asilo.