La strategica importanza di Kharg e le incognite sui tre isolotti nel Mar di Hormuz

14.03.2026 11:35
La strategica importanza di Kharg e le incognite sui tre isolotti nel Mar di Hormuz

Attacco statunitense all’isola di Kharg: nuove intenzioni di Washington nel Golfo

Attacco statunitense all’isola di Kharg: nuove intenzioni di Washington nel Golfo

Il recente attacco a Kharg ha visto il coinvolgimento di forze statunitensi con raid mirati a neutralizzare le difese strategiche dell’isola. Questo intervento giunge in un contesto in cui Kharg, risparmiata finora dai conflitti, rappresenta un obiettivo cruciale per Washington, volto a esercitare pressione sugli ayatollah e a mantenere il controllo su un nodo vitale per l’esportazione di petrolio, riporta Attuale.

Situata a meno di 30 chilometri dalla costa iraniana, Kharg è il centro nevralgico per l’esportazione di petrolio, con circa il 90% del greggio iraniano che passa attraverso l’isola, principalmente destinato al mercato asiatico. Nonostante la tensione, diversi stabilimenti hanno continuato a operare, con navi in arrivo e in partenza, incluse imbarcazioni di origine cinese.

A proteggere Kharg intervengono le forze scelte dei guardiani (Brigata Zolfaghar) e della Marina iraniana, con la presenza di missilisti, postazioni antiaeree e strutture di osservazione. L’importanza strategica dell’isola è stata riconosciuta da Washington, che l’ha considerata come un obiettivo fin dalla crisi iraniano-americana del 1979, quando il presidente Jimmy Carter esaminò piani per conquistare l’isola.

Nuove forze statunitensi nel Golfo

Il Pentagono ha annunciato l’invio di una Maritime Expeditionary Unit nel Golfo, comprendente una nave d’assalto anfibio e 4-5 unità di supporto, con oltre 2000 marines a bordo, caccia F-35, elicotteri da attacco e mezzi da sbarco. Questa unità, precedentemente in Asia, sta ora dirigendosi verso ovest, alimentando speculazioni su un possibile intervento terrestre imminente delle forze statunitensi.

Nel mirino degli Stati Uniti ci sono non solo Kharg, ma anche le isole di Abu Musa, Grande e Piccola Tumb, occupate dai soldati dello Scià di Persia negli anni ’70 e attualmente sotto il controllo degli Emirati. Il mantenimento di posizioni strategiche come queste esporrebbe tuttavia i marines al rischio di attacchi da parte dei pasdaran, dotati di droni e missili in grado di contrastare le operazioni americane.

Esperti militari avvertono che, nonostante la fattibilità delle operazioni, restano significative incognite e potenziali perdite. Inoltre, resta da chiarire se la Casa Bianca sia disposta a intraprendere un intervento in contrasto con le sue precedenti promesse e con l’orientamento dell’opinione pubblica.

In risposta all’attacco a Kharg, i pasdaran hanno minacciato rappresaglie contro le reti petrolifere regionali, già vulnerabili, intensificando le preoccupazioni su possibili escalation nel conflitto, con ripercussioni inevitabili per paesi come Arabia Saudita, Oman e Qatar.

1 Comment

  1. Ma che mossa incredibile! Gli USA sembrano proprio non ascoltare le lezioni del passato. Perché continuare a provocare un paese già instabile? La sicurezza di tutti noi a rischio per il petrolio… Non ci sono alternative?

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