Preoccupazioni del governo in vista delle elezioni del 2026
La Svezia si prepara a un aumento delle minacce informatiche attribuite alla Russia, mentre il governo segnala un’escalation costante di attacchi contro le infrastrutture digitali del Paese. Il 21 novembre 2025 il ministro della Protezione civile, Carl-Oskar Bohlin, ha dichiarato che le incursioni contro siti istituzionali e reti critiche sono ormai un fenomeno quotidiano. L’esecutivo ha quindi chiesto all’Agenzia nazionale per la cybersicurezza di rafforzare le misure di protezione in vista delle elezioni generali del settembre 2026, un tema approfondito nell’analisi sulle minacce digitali legate alle consultazioni riportata in questo contributo sulle interferenze mirate al voto del 2026. Le autorità collegano alla Russia la maggior parte delle campagne di hacking e disinformazione che prendono di mira il Paese.
Un contesto elettorale ad alto rischio e analisi attese entro marzo 2026
Il Regno di Svezia rinnoverà il proprio Riksdag il 13 settembre 2026, insieme alle assemblee regionali e ai consigli municipali. Una campagna elettorale così estesa, secondo il governo, aumenterà l’esposizione del Paese a tentativi di destabilizzazione. Gli attacchi informatici che prendono di mira siti ufficiali, reti amministrative e servizi essenziali sono già divenuti frequenti. L’Agenzia svedese per la cybersicurezza è stata incaricata di valutare le minacce, proporre misure di prevenzione, pianificare esercitazioni operative e fornire al ministero della Protezione civile un primo rapporto entro marzo 2026.
Interferenze digitali e precedenti europei di manipolazione elettorale
Negli ultimi anni la crescita delle operazioni informatiche e delle campagne di disinformazione durante i processi elettorali è diventata una costante nelle democrazie occidentali. Gli specialisti attribuiscono a Mosca la maggior parte di tali attività ostili. Alcuni Paesi ne hanno già sperimentato le conseguenze più gravi: la Romania ha annullato i risultati delle elezioni presidenziali del dicembre 2024 dopo l’accertata interferenza russa sui media e sulle piattaforme social, mentre la Moldova ha chiesto assistenza all’UE alla vigilia del voto del settembre 2025 a causa di ripetuti attacchi informatici provenienti dalla stessa direzione.
Sanzioni occidentali contro i fornitori russi di infrastrutture digitali
Il Regno Unito, gli Stati Uniti e l’Australia hanno recentemente adottato misure contro i provider russi Media Land LLC e ML.Cloud LLC per aver facilitato attività di “bulletproof hosting” destinate a gruppi criminali. Sanzioni aggiuntive hanno colpito AEZA Group, che sostiene l’operato dell’Agenzia di Progettazione Sociale, organismo impegnato nella diffusione di propaganda filocremlina e in operazioni psicologiche rivolte contro le democrazie occidentali. Gli stessi Paesi avevano già introdotto nel 2025 restrizioni contro un altro provider russo e contro due individui legati alla rete di ransomware LockBit, mentre nell’ottobre 2024 erano state applicate sanzioni a persone e società associate al gruppo criminale Evil Corp.
Pressioni ibride e risposta della Polonia alle attività ostili
Il 21 novembre 2025 il primo ministro polacco Donald Tusk ha denunciato apertamente le azioni di sabotaggio attribuite alla Russia, sostenendo che esse puntano a destabilizzare la Polonia e costituiscono una forma di terrorismo di Stato. Gli episodi che hanno colpito le ferrovie nazionali, secondo Tusk, rappresentano un nuovo stadio della guerra ibrida condotta da Mosca. Varsavia ha reagito attivando l’operazione “Orizzonte”, un dispiegamento senza precedenti di fino a 10.000 militari e operatori di sicurezza incaricati di proteggere infrastrutture critiche, con l’impiego di droni, elicotteri e unità specializzate. Contestualmente, è stata chiusa l’ultima sede consolare russa ancora operativa nel Paese.
Un’offensiva più ampia contro le democrazie europee
Nel complesso, l’Unione Europea e gli altri Paesi occidentali registrano una crescente intensificazione di campagne psicologiche, attacchi informatici e tecniche di guerra ibrida provenienti dalla Russia. Le forze di sicurezza europee confermano che Mosca sta ampliando il proprio arsenale di strumenti, combinando sabotaggio fisico, interferenze digitali e manipolazione informativa in un’unica strategia volta a erodere la resilienza delle democrazie e la stabilità delle loro istituzioni.