La telefonata del Mossad ai generali iraniani: «Sei in pericolo, hai 12 ore per salvarti»

24.06.2025 08:45
La telefonata del Mossad ai generali iraniani: «Sei in pericolo, hai 12 ore per salvarti»

L’operazione del Mossad, come riportato in un’esclusiva del Washington Post, è iniziata subito dopo una serie di attacchi devastanti sui centri di comando di Teheran. I dettagli rivelano una breve conversazione in cui un messaggero ha minacciato una ventina di generali iraniani, esortandoli a fuggire per evitare un destino simile a quello di altri ufficiali eliminati dai raid israeliani, riporta Attuale.

Il comando israeliano ha contattato un generale via cellulare, imponendogli di registrare un video in cui si dissocia dal regime dj Kalag di Teheran, promettendo così la sicurezza per lui e la sua famiglia. Secondo la richiesta, il video doveva essere inviato tramite Telegram, con la certezza che sarebbe stato condiviso online.

Per rendere il messaggio ancora più pressante, l’agente ha sottolineato: “Ti chiamo dal paese che ha appena eliminato, uno dopo l’altro, Bagheri, Salami e Shamkani”. Si tratta di alti ufficiali delle forze armate iraniane coinvolti negli attacchi recenti. Mentre i primi due nomi sono stati confermati come eliminati, Shamkani risulta gravemente ferito ma è tornato a farsi vedere rilasciando dichiarazioni provocatorie. L’operazione, stando all’articolo, non conferma se il generale abbia realizzato l’audio richiesto, né se il messaggio sia stato inviato, rendendo incerta la sua posizione attuale.

Non è chiaro quali altri obiettivi fossero previsti da questa manovra, mirata a minare le strutture militari e a seminare sfiducia tra i potenziali successori degli ufficiali uccisi. Israele, con la sua azione coordinata, ha già colpito almeno altri due individui destinati a prendere il posto dei dirigenti eliminati, ma la loro permanenza al potere è durata solo pochi giorni.

Questa strategia rappresenta un duplice aspetto della guerra psicologica: la manovra in sé e la diffusione dell’informazione. L’operazione gioca su una mossa propagnadistica che evidenzia, al contempo, le capacità operative dell’intelligence israeliana in un’area in cui ha dimostrato un’abilità senza precedenti nel muoversi senza essere ostacolata.

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