La trasformazione del gruppo Wagner in una nuova entità

08.08.2025 22:45
La trasformazione del gruppo Wagner in una nuova entità

Negli ultimi due anni, la Russia ha iniziato a incorporare nel suo apparato statale il gruppo di mercenari Wagner, il quale aveva giocato un ruolo cruciale in diverse battaglie della guerra contro l’Ucraina e, sotto la guida di Yevgeny Prigozhin, aveva esteso le sue operazioni in altri paesi, in particolare in Africa. Questa decisione è stata presa poiché Wagner, divenuta sempre più potente, si era rivoltata contro il regime russo e aveva tentato di marciare verso Mosca, sfidando l’esercito, ma senza successo. A partire dall’agosto 2023, con la morte di Prigozhin, probabilmente causata dal regime, la situazione per Wagner ha subito radicali cambiamenti, riporta Attuale.

Il governo russo ha trasferito il controllo di questa milizia, formalmente privata, al ministero della Difesa, modificandone le regole di ingaggio e il nome. Ora non si occupa più di combattimenti diretti, ma ha assunto un ruolo principalmente di addestramento per le forze locali. La milizia non è più conosciuta come Wagner, ma “Africa Corps”, con l’obiettivo di concentrare le sue operazioni in Africa e diventare lo strumento attraverso cui il regime russo intende aumentare la propria influenza nei paesi d’interesse.

Le strutture organizzative dei due gruppi sono sostanzialmente simili: secondo quanto riportato da Reuters, tra il 70 e l’80% dei mercenari dell’Africa Corps proviene da Wagner, sebbene quest’ultimo abbia un organico complessivamente più ridotto e stia affrontando problematiche di reclutamento. Dopo la morte di Prigozhin, diversi comandanti e veterani si sono opposti all’inserimento sotto il controllo del GRU, i servizi segreti militari russi, rendendo necessario trovare un compromesso. Pertanto, almeno in Africa, inizialmente Wagner e Africa Corps sono rimaste separate.

Le recenti evoluzioni di questa trasformazione, che continua, si sono verificate in Mali e nella Repubblica Centrafricana. In Mali, dove Wagner supportava il governo contro i ribelli, il passaggio a Africa Corps è stato completato all’inizio di giugno, portando a un succcesso, anche se è prematuro prevedere le conseguenze. Nella Repubblica Centrafricana, al contrario, il governo russo ha incontrato l’opposizione del governo locale, che non desidera modificare le condizioni di impiego dei mercenari di Wagner.

In Mali, il cambio è stato facilitato da due fattori. Prima di tutto, alla scadenza degli accordi tra Wagner e il governo maliano, i mercenari di Wagner avevano già firmato contratti con Africa Corps; di conseguenza, il Mali ha potuto procedere facilmente con un nuovo accordo per l’impiego esclusivo di Africa Corps. Inoltre, poco prima della firma di tali contratti, i mercenari di Wagner avevano subito gravi sconfitte: l’anno scorso, ad esempio, i ribelli tuareg avevano affermato di aver ucciso 84 mercenari in un’unica imboscata, mentre sono aumentati gli attacchi delle milizie jihadiste.

È prematuro valutare come la situazione di sicurezza nel paese possa evolversi; potrebbe addirittura deteriorarsi, considerato che con i nuovi accordi, le forze locali dovranno rinunciare all’intervento diretto dei russi.

Nella Repubblica Centrafricana, il quadro è diverso. Qui, i mercenari di Wagner continuano a fornire protezione al presidente Faustin-Archange Touadéra, il quale non è intenzionato a privarsene. Esiste poi un elemento economico che sta ostacolando l’assorbimento di Wagner in Africa Corps. La Russia ha infatti comunicato a Touadéra che il pagamento per i servizi di Africa Corps dovrebbe avvenire in denaro, e non in risorse naturali, come invece era avvenuto fino ad ora con Wagner. Funzionari centrafricani hanno dichiarato all’Associated Press che il governo dovrebbe spendere miliardi della valuta locale (milioni di euro) per sostenere il costo di Africa Corps, una somma considerata eccessiva.

Per la Russia, non riuscire a completare la transizione da Wagner a Africa Corps nella Repubblica Centrafricana rappresenterebbe un problema serio, in quanto questo paese ha visto Wagner costruire legami significativi non solo nell’ambito politico.

Consolidare i rapporti con il governo locale è cruciale per la Russia, che ha in progetto di costruire una base militare nel paese, destinata a fungere da centro di coordinamento delle operazioni e di distribuzione di materiali militari. In precedenza, la Russia si appoggiava al porto di Tartus e alla base aerea di Khmeimim in Siria, avvalendosi della solidale partnership instaurata col regime siriano di Bashar al Assad. Tuttavia, con il rovesciamento del regime di Assad avvenuto a dicembre dell’anno scorso, la Russia si è trovata senza alcun punto di appoggio.

Nel processo di rafforzamento della sua presenza in Africa, la Russia beneficia anche del fatto che i governi locali non hanno molte alternative, come spiega Alessandro Arduino, docente al King’s College di Londra e membro del think tank britannico RUSI, che ha scritto un saggio sul ruolo delle milizie private nei conflitti. «Questi governi sono il frutto di colpi di stato militari e necessitano di forze di sicurezza spietate e fedeli. Non ci sono molte alternative, specialmente in un contesto in cui i francesi sono stati allontanati dall’Africa subsahariana senza troppi complimenti e gli americani hanno drasticamente ridotto la loro presenza».

Arduino fa riferimento al ritiro progressivo dell’esercito francese, avvenuto dal 2022, da diversi paesi come Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad su richiesta dei loro governi, che hanno fatto leva su forti sentimenti anti-francesi da parte della popolazione, legati al passato coloniale e al fallimento delle operazioni contro il terrorismo. Nel 2023, il governo centrafricano ha tentato di esplorare la possibilità di contattare appaltatori americani come alternativa a Wagner, ma l’opposizione della Russia ha bloccato ogni iniziativa.

I vincoli creati da Wagner con i governi di vari stati africani si sono rivelati fortemente profittevoli per la Russia, la quale ha ricevuto compensi principalmente sotto forma di licenze minerarie e in oro proveniente da Burkina Faso, Mali e Niger. Secondo il Blood Gold Report, pubblicato nel dicembre del 2023, la Russia avrebbe ottenuto oltre 2,5 miliardi di dollari in oro nei due anni successivi all’invasione dell’Ucraina, somma sufficiente a coprire abbondantemente i costi delle operazioni in Africa e a mantenere margini di guadagno da reinvestire nel proprio apparato bellico.

Il giornalista statunitense John Lechner, autore di un saggio sul gruppo Wagner, ha notato che negli ultimi anni sono aumentati anche gli investimenti delle aziende statali russe. Ad esempio, Rosatom ha siglato un accordo per costruire centrali nucleari in Niger. Lechner osserva inoltre che la trasformazione da Wagner a Africa Corps ha contribuito a disinnescare il conflitto aperto con l’esercito russo: rivalità e competizione continuano ad esistere, ma ora sono interne alle forze armate e non emergono pubblicamente.

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