Documenti rivelano la vita quotidiana serena dei Trevallion
Palmoli (Chieti) – I fratelini al mare, sorridenti, mentre fanno il bagno con papà Nathan. I bambini ai tavolini di un bar: mangiano il gelato con i cucchiaini di plastica (senza paura). I piccoli che giocano con miniature di animali (sempre di plastica) oppure accovacciati nelle giostrine a gettoni (anch’esse di plastica) di un centro commerciale. E ancora: rieccoli tra gli scaffali del supermercato, il non luogo ideale del mondo capitalistico, eppure perfettamente a loro agio, riporta Attuale.
La testimonianza da Valsamoggia: “Una vita serena e felice”
Tra le carte depositate dai legali di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion c’è una testimonianza che arriva dalla provincia di Bologna e racconta i giorni della “fuga” da Palmoli, nell’autunno 2024. Terrorizzata dalla paura di “perdere i figli”, dopo gli interventi di servizi sociali e carabinieri, mamma Cathe si era rifugiata da un’amica a Valsamoggia. Nelle mail alle istituzioni minacciava che non avrebbe mai e poi mai “rivelato la posizione” salvo poi convincersi, a Natale, di rifarsi viva e tornare in Abruzzo.
La donna che un anno fa aprì le porte di casa alla mamma di Palmoli in esilio volontario con i tre figli ha scritto una lettera che contesta la teoria dell’isolamento sociale imposto dai genitori ai bimbi (“Non sono piccoli selvaggi”) e prova a smontare i giudizi costruiti sulle parole “disadattamento” e “deprivazione”. Oltre al testo, la donna ha allegato un plico di prove documentali: una trentina di fotografie non ancora al vaglio del tribunale per i minorenni dell’Aquila.
L’amica fa un racconto straordinariamente ordinario di quei mesi di “fuga” da Palmoli e consegna ai legali dei Trevallion, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, un documento chiave per provare a ribaltare il giudizio del tribunale dei minori che ha confermato l’allontanamento dei bambini (con la sospensione della potestà genitoriale di Nathan e Catherine) e la custodia nella casa famiglia di Vasto. La missiva e gli scatti da Valsamoggia ribaltano la narrazione dei bambini imbarazzati o, peggio, impauriti dalla civiltà moderna e tecnologica.
Secondo la ricostruzione fornita dall’amica alla magistratura, scrive il quotidiano Il Centro, quelle reazioni di sorpresa erano dettati da “pura curiosità infantile, dalla volontà di giocare con l’acqua e con la luce”. La casa bolognese che ha ospitato i tre fratellini per mesi non era un rudere semi-diroccato ma un’abitazione dotata di tutti i comfort: a Valsamoggia i fratellini hanno vissuto in condizioni di “normalità”. Nella lettera la donna racconta di vacanze, uscite, incontri. Le foto, scattate da Nathan e Catherine, raccolgono ritratti di gioia e intimità familiare.
Le prove documentali e le testimonianze non sono ancora state valutate dal collegio dei giudici: sono state depositate dopo l’11 dicembre, giorno in cui i giudici hanno firmato l’ultima ordinanza inoltrata poi ai legali dei Trevallion il 22 (quando è stata diffusa). Un dettaglio temporale non secondario per gli avvocati Femminella e Solinas: “Nelle more – scrivono nel ricorso – questa difesa ha depositato copiosa e puntuale documentazione corredata da specifiche allegazioni che confutano l’assunto secondo cui i minori non avrebbero avuto contatti con i loro pari”.
Le testimonianze e le foto, per i legali, smonterebbero il principale presupposto su cui si fonda il provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale: quello dell’isolamento relazionale dei minori. “Vi sono foto che ritraggono gli stessi minori sorridenti mentre mangiano gelati usando cucchiaini di plastica o seduti su giostre, emblema della più banale modernità. Foto che ritraggono i bambini in ogni occasione ricreativa, ovvero ordinaria a contatto con altri bimbi e non solo, verso i quali non hanno mostrato alcun disagio, così come non lo hanno mostrato nella casa famiglia”, concludono i legali. Riflessione conclusiva dei legali: “Siamo certi che le allegazioni puntuali che abbiamo sottoposto al tribunale – di cui essendo l’ordinanza antecedente non ha evidentemente tenuto conto – verrà debitamente e tempestivamente valutata.”