La Via Crucis 2026 al Colosseo: Papa Leone XIV richiede pace dopo incontri diplomatici

03.04.2026 20:55
La Via Crucis 2026 al Colosseo: Papa Leone XIV richiede pace dopo incontri diplomatici

Roma, 3 aprile 2026 – Porta il peso della croce, non solo metaforico, Papa Leone XIV. Potete seguire la sua prima Via Crucis da pontefice al Colosseo, passo dopo passo, in questo articolo grazie alla diretta streaming video di Vatican News. Una scelta precisa, quella di portare la croce in tutte e 14 le stazioni, e senza precedenti. “Un segno importante”, spiegava Prevost qualche giorno fa, nel quale preghiera e appello alla pace si uniranno. “C’è chi crede di avere ricevuto un’autorità senza limiti”, si legge nel testo preparato da padre Francesco Patton, il francescano ex Custode di Terra Santa, che accompagna il rito all’Anfiteatro Flavio. “Ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto”, primo tra tutti “il potere di avviare una guerra o di terminarla”, riporta Attuale.

La Via Crucis in diretta video

Prevost sente Herzog

Per Papa Leone la vigilia di Pasqua trascorre all’insegna di contatti, appelli e tele diplomatiche. Prevost ha sentito oggi il presidente israeliano Isaac Herzog, ribadendo la richiesta di fine del conflitto. Nella telefonata, riferisce il Vaticano, “è stata ribadita la necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico” per terminare la guerra “in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente”.

E la guerra, con i suoi dolori, è rievocata per tutto il percorso. Si avvertono soprattutto le ferite vissute dalla Terra Santa, come di altre zone del mondo segnate dai conflitti. Scorrono le immagini viste e riviste negli ultimi anni: dai prigionieri privati di dignità agli ostaggi, dai morti sotto le macerie senza degna sepoltura alle madri che piangono figli “falcidiati nelle zone di guerra”. Nelle meditazioni della Via Crucis 2026 ci sono le tragedie, gli abissi della società e i crocifissi di oggi. Senza dimenticare il filo conduttore: seguire l’esempio di San Francesco, di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte e del quale, infatti, per ciascuna delle 14 Stazioni, citazioni degli Scritti accompagnano il Vangelo di Giovanni.

Telefonata anche con Zelensky

Il Pontefice ha avuto un colloquio telefonico anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che lo ha ringraziato e invitato in Ucraina. Leone ha ribadito “la sua vicinanza al popolo ucraino” e hanno discusso degli “sforzi volti a favorire iniziative di carattere umanitario, specialmente per quanto riguarda la liberazione dei prigionieri”. La Pasqua, la festa più importante per i cristiani, si celebrerà, in diverse parti del mondo, sotto le bombe. Leone non vuole rinunciare a lanciare di nuovo il suo monito per mettere fine a tanta morte e distruzione.

Nella conversazione “ci si è soffermati sull’importanza di proteggere la popolazione civile e di promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario”. Di tono diverso è il resoconto del presidente israeliano, che comunica di aver parlato con il Papa della “continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime iraniano e dei suoi proxy terroristici contro persone di tutte le fedi. Ho ricordato i recenti attacchi missilistici iraniani su Gerusalemme, che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei”.

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