Il disastro della Chiesa della Sacra Famiglia: dibattito e conseguenze
Jonathan Peled, l’ambasciatore israeliano in Italia, ha espresso profondo rammarico riguardo all’incidente avvenuto a Gaza, in cui un colpo di proiettile lanciato da un carro armato dell’Idf ha colpito la Chiesa della Sacra Famiglia, causando la morte di tre persone. «Per prima cosa, vorrei dire che siamo estremamente rammaricati per quello che è accaduto, e ci siamo già scusati», ha dichiarato Peled in una intervista, riporta Attuale.
La spiegazione dell’operato dell’esercito israeliano
In merito all’attacco, Peled ha chiarito che «non abbiamo alcuna volontà di mettere in pericolo le istituzioni civili». Ha aggiunto che i terroristi si nascondono in luoghi pubblici, tra cui scuole e luoghi di culto, utilizzando i civili come scudi umani: «Le nostre forze agiscono per rispondere agli attacchi di Hamas. A volte colpiscono con precisione, altre volte le conseguenze possono essere tragiche», ha spiegato.
Un errore fatale?
Quando gli è stato chiesto se l’incidente potesse considerarsi un errore, Peled ha confermato: «Sì. I nostri soldati stavano mirando a un punto da cui erano stati bersagliati, nelle vicinanze della chiesa, ma non l’hanno presa di mira deliberatamente. Purtroppo, queste sono le drammatiche conseguenze della guerra».
Le parole del Papa e la reazione della politica italiana
La situazione ha destato anche reazioni a livello ecclesiastico e politico. Papa Leone ha espresso grande tristezza per le vittime, rinnovando un appello per la pace. Peled ha sottolineato che non era un attacco intenzionale, chiarendo i buoni rapporti tra Israele e la popolazione cristiana, compreso il cardinale Pierbattista Pizzaballa, e l’impegno in progetti umanitari.
In risposta all’attacco, la premier italiana Giorgia Meloni ha criticato severamente Israele, affermando che «nessuna azione militare può giustificare un tale atteggiamento». Peled ha comunicato che il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha già contattato il suo omologo Antonio Tajani per spiegare quanto accaduto e che l’indagine sull’incidente sarà approfondita e i risultati verranno condivisi.
Questo incidente ha nuovamente sollevato il dibattito sulla sicurezza e le operazioni militari in un contesto complesso come quello di Gaza. Molti si chiedono fino a che punto le strategie militari possano bilanciare la sicurezza nazionale con la protezione dei civili e dei luoghi di culto.
Con l’intensificarsi del conflitto, l’attenzione si focalizza ora sulla necessità di dialogo e diplomatico per risolvere questioni che, purtroppo, finiscono per mettere a rischio la vita di innocenti. L’attuale situazione chiede un significativo sforzo di riflessione da tutte le parti coinvolte, per prevenire ulteriori tragedie simili