DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Le relazioni pericolose che hanno condotto all’ignominia e all’arresto dell’ex principe Andrea risalgono addirittura al secolo scorso: è infatti nel 1999 che il fratello di Carlo si fa fotografare a Balmoral, l’amata residenza scozzese della regina Elisabetta, assieme a Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell. Era stata proprio la figlia del tycoon dei media, Robert, morto in circostanze misteriose, a presentare il finanziere americano pedofilo, di cui era l’amante e la complice, al principe, riporta Attuale.
L’amicizia fra i tre si rafforza rapidamente, tanto che l’anno successivo vengono fotografati tutti assieme a Mar-a-Lago, il resort in Florida di Donald Trump, e sia Epstein che Maxwell si ritrovano invitati a diversi compleanni reali a Windsor, incluso il 40esimo di Andrea.
L’accusa di Giuffre: «Data ad Andrea come schiava sessuale»
Ma è nel 2001 che le cose si fanno sordide: in quell’anno Virginia Giuffre ha affermato di essere stata fornita ad Andrea come schiava sessuale, ancora minorenne, ed essere stata da lui stuprata in più occasioni (cosa che lui ha sempre negato). Il principe era così entrato a far parte di quella lurida ragnatela, con al centro Epstein, che procurava giovani donne ai ricchi e potenti del mondo. Un vile commercio che viene alla luce nel 2008, quando Epstein finisce condannato in Florida a 13 mesi di carcere per sfruttamento della prostituzione minorile.
Ma Andrea non si lascia turbare, tanto che l’anno successivo fa visita a Epstein a casa sua, dove riceve «massaggi quotidiani». E alla fine del 2010 i due vengono fotografati assieme a passeggio a Central Park, a New York. Più avanti, Andrea dirà che quell’incontro era solo servito a mettere fine alla loro amicizia: ma era una bugia.
La causa e l’arresto di Epstein
Nei mesi successivi la pressione comincia a montare sul principe, che in privato però continua ad assicurare il finanziare pedofilo della sua piena solidarietà: «Mantieniti in stretto contatto e ci divertiremo di nuovo», arriva a scrivere Andrea in una mail. Ma quando lo scandalo erompe sui media, nell’estate del 2011 il principe viene privato dell’incarico di inviato governativo per il commercio estero: è la prima conseguenza pratica di quella relazione perversa.
Per qualche anno le acque si calmano, ma all’inizio del 2015 Virginia Giuffre, disgustata dal vedere che tutti in sostanza se la stanno cavando con poco, decide di rompere il silenzio e fa causa a Epstein, citando Andrea come uno degli uomini con cui è stata costretta a fare sesso da minorenne: il principe, spalleggiato in questo da Buckingham Palace, continua a negare ogni addebito, fino a insinuare che la celebre foto che lo ritrae abbracciato a Virginia sia un falso.
Nell’estate del 2019 Epstein viene arrestato di nuovo per reati sessuali, ma poche settimane dopo muore in carcere, ufficialmente per suicidio. L’intero scandalo deflagra di nuovo e Andrea è invischiato fino al collo: i responsabili delle pubbliche relazioni hanno così la bella idea di organizzare una intervista televisiva, nella quale il principe dovrebbe finalmente raccontare la sua verità e riscattare la sua reputazione.
L’intervista boomerang alla BBC
Ma la trasmissione, che va in onda nel novembre del 2019, si rivela un clamoroso boomerang: Andrea non mostra nessuna empatia con le vittime, rivendica la sua amicizia con Epstein e accampa alibi grotteschi, come il fatto che non riuscirebbe a sudare e dunque Virginia Giuffre non avrebbe potuto descriverlo fradicio in discoteca.
Il contraccolpo è devastante, stavolta la regina Elisabetta è costretta a intervenire e Andrea viene di fatto prepensionato, cioè sollevato da ogni incarico pubblico. Ma l’ombra di Epstein continua a inseguirlo: nell’estate del 2021 Virginia Giuffre fa causa ad Andrea a New York. Ormai tutta la sordida vicenda rischia di essere squadernata di fronte all’opinione pubblica e si potrebbe arrivare a vedere un principe costretto a testimoniare in tribunale: per Elisabetta è troppo e a questo punto strappa al figlio i titoli militari e l’uso di «Sua Altezza».
Piuttosto che affrontare il processo, Andrea sceglie la strada del risarcimento e paga a Virginia circa 15 milioni di euro (grazie a Elisabetta), pur non ammettendo colpe. La donna si toglie purtroppo la vita lo scorso aprile, ma il suo memoriale postumo vibra il colpo di grazia ad Andrea, che viene privato di tutti i restanti titoli nobiliari, incluso il rango di principe.
Ma il caso Epstein non è affatto chiuso: la pubblicazione dei file nelle scorse settimane tira di nuovo in ballo Andrea con email e foto, inclusa quella di lui a quattro zampe su una giovane donna. Un affare culminato nell’arresto di ieri: che è però soltanto un nuovo inizio.