Strategia del campo largo: l’allerta di Garofani sulla Meloni e il futuro del PD
L’allerta lanciata dal consigliere del Quirinale Francesco Saverio Garofani, riguardo alla possibile riconferma di Giorgia Meloni in un secondo mandato a Palazzo Chigi, riaccende un acceso dibattito sulla strategia del campo largo in vista delle elezioni politiche della primavera 2027, riporta Attuale.
Elly Schlein ha indubbiamente rinvigorito il Partito Democratico, portando il consenso dal 19% delle elezioni politiche del 2022 al 24% delle Europee del 2024.
Con la vittoria al congresso del PD, ha saputo attrarre voti al di fuori della sua formazione, e solo un altro congresso potrebbe espropriarla del diritto di candidarsi nuovamente come premier nel prossimo appuntamento elettorale.
Negli ultimi diciotto mesi, gli sondaggi mostrano un ampio divario crescente tra Schlein e Meloni, passando da 4.8 punti nel 2024 a 8 punti oggi (FdI al 30% e PD al 22%).
Fedeli al mandato congressuale, Schlein ha abbandonato l’antico PD di centro-sinistra, promuovendo una nuova versione del partito chiaramente orientata a sinistra, ignorando il ruolo dei cattolici riformisti che avevano un’importanza centrale nell’alleanza tra Margherita e DS, da cui è nato il PD di Walter Veltroni, votato alla maggioranza e principe del bipolarismo.
La giovane Schlein non ha esperienze nei Democratici di Sinistra (1998-2007), il che spiega la sua avversione nei confronti di quel passato.
Tuttavia, nonostante l’assenza di legami generazionali, alcuni all’interno della dirigenza del PD iniziano a vedere rassomiglianze con il vecchio DS.
I cattolici riformisti come Lorenzo Guerini e Graziano Delrio, insieme agli osservatori come Romano Prodi e Pierluigi Castagnetti, si sentono sempre più distanti dall’universo Schlein e manifestano preoccupazione per quella che ritengono una corsa verso sinistra, sostenuta da Giuseppe Conte.
Conte, recentemente, ha tentato un cambiamento verso posizioni più moderate, rifiutando l’idea di una tassa patrimoniale e esprimendo preoccupazioni in merito alla sicurezza.
Con l’esperienza di aver guidato due governi con alleati opposti come Lega e PD, Conte non disdegnerebbe un ritorno a Palazzo Chigi, possibilmente dopo primarie di coalizione.
In questo contesto, il sondaggio rilasciato ieri da Youtrend potrebbe avere un impatto forte: Conte risulta in vantaggio nelle primarie con il 43% dei voti, seguito dal 29% di Schlein e dal 28% di Silvia Salis.
La maggior parte degli elettori del M5s sceglierebbe Conte, mentre oltre la metà degli elettori democratici opterebbe per Schlein; il 29% degli elettori democratici voterebbe per il sindaco di Genova e il 16% per il leader del Movimento 5 Stelle.
Indipendentemente dal risultato, una coalizione guidata da Conte rappresenterebbe la negazione dei principi nei quali sono sempre stati impegnati gli orfani di sinistra del vecchio Partito Popolare.
Ciò fornisce ulteriore impulso alla costruzione di un’ala più moderata, come quella di Ernesto Ruffini, che sta creando in tutta Italia numerosi circoli riformisti.