L’Anm e la lettera del ’94: Nordio si oppone alla separazione delle carriere

24.07.2025 17:25
L'Anm e la lettera del '94: Nordio si oppone alla separazione delle carriere

Le parole del Guardasigilli: «Da lì capiì che si stava esagerando e nel 1995 cambiai idea, tanto che anche alcuni giornali il giorno dopo titolarono su questa mia nuova decisione», riporta Attuale.

«In quegli anni ero contrario alla separazione delle carriere, in quanto ritenevo cruciale mantenere l’unità della magistratura, specialmente durante il periodo delle stragi e di tangentopoli. Successivamente, a seguito del suicidio di un indagato coinvolto in una mia inchiesta a Venezia, ho realizzato che la situazione stava degenerando e nel 1995 ho modificato la mia posizione, tanto che anche alcuni quotidiani hanno riportato questa mia nuova decisione il giorno dopo. Non sono stato certo l’unico tra i magistrati, i politici e i giornalisti a cambiare idea. Nel 1997 fui convocato dai probiviri dell’ANM per discutere le mie opinioni, che ribadìi». Queste sono le affermazioni fatte all’ANSA dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, in riferimento al documento del 1994 rilasciato dall’ANM, in cui il Guardasigilli si oppose alla separazione delle carriere.

La lettera del 1994 diffusa da Anm

Si fa riferimento a una lettera datata 3 maggio 1994. Nella divulgazione di oggi, l’Associazione nazionale magistrati ha affermato: «Contrario da pubblico ministero, favorevole da ministro. Carlo Nordio, il guardasigilli il cui nome è associato al progetto di legge costituzionale per la separazione delle carriere, è lo stesso Carlo Nordio che, in qualità di pm, firmava un appello contro la divisione delle carriere». Il comunicato è stato rilasciato sul sito online “La magistratura”, una rivista curata dall’ANM, che include anche un documento del 1994 con intestazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia. Questo fu trasmesso via fax alla sede romana dell’associazione, dove il ministro, unitamente ad altri magistrati, espresse il proprio dissenso alla separazione delle carriere tra magistrati con funzioni requirenti e con funzioni giudicanti.

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