L’apparente pausa dei voli cinesi intorno a Taiwan avvia un dibattito sull’assenza di attacchi aerei

16.03.2026 13:25
L'apparente pausa dei voli cinesi intorno a Taiwan avvia un dibattito sull'assenza di attacchi aerei

Interruzione delle incursioni aeree cinesi su Taiwan: un mistero da decifrare

Dopo mesi di incursioni quotidiane, i taiwanesi hanno smesso di registrare azioni aeree da parte della Cina dal 27 febbraio, giorno dell’attacco congiunto degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Questa pausa ha aperto un dibattito tra gli analisti occidentali riguardo le cause di questo arresto. Domenica 15 marzo, Taipei ha annunciato di aver nuovamente individuato 26 jet cinesi intorno all’isola nelle ultime 24 ore, riporta Attuale.

Dal 2020, la difesa di Taipei ha monitorato un aumento preoccupante delle incursioni cinesi nella sua zonad’ identificazione aerea (Adiz), con il numero di aerei avvistati che ha raggiunto un picco di 3.764 nel 2025, una media di oltre dieci incursioni al giorno. Questo comportamento intimidatorio ha incluso azioni oltre la «Linea mediana» dello Stretto di Taiwan, mai formalmente riconosciuta da Pechino ma rispettata fino a poco tempo fa.

Il vuoto di attività aerea cinese durato due settimane ha sollevato interrogativi: secondo Drew Thompson, ex funzionario del Pentagono, «Molti hanno una teoria, nessuno ha la risposta». Alcuni studiosi hanno ipotizzato che le incursioni siano state sospese per evitare tensioni prima dell’imminente vertice tra Xi Jinping e Donald Trump, previsto per fine marzo e ora messo in dubbio a causa della crisi in Iran.

Un’altra spiegazione proposta è che, durante le recenti «Due Sessioni» parlamentari in Cina, il Partito Comunista abbia cercato di mantenere la calma, ma il premier Li Qiang ha ribadito la volontà di riprendere il controllo di Taiwan, promettendo di «colpire gli indipendentisti». Anche se le incursioni aeree sono cessate, la presenza di navi da guerra cinesi intorno a Taiwan non è diminuita, suggerendo una continua tensione militare.

Secondo fonti taiwanesi, la riduzione degli attacchi aerei potrebbe essere una strategia cinese per far credere a Washington che la minaccia militare sia minore, nel tentativo di interrompere le forniture di difesa all’isola. Alcune teorie più inquietanti suggeriscono che i voli siano stati fermati per preparare un possibile attacco futuro, mentre l’operatività degli aerei cinesi potrebbe essere stata ridotta a causa delle recenti purghe volute da Xi Jinping tra le forze armate.

Nonostante il calo delle incursioni aeree, analisi radar indicano che a dicembre un caccia cinese J-16 ha eseguito manovre per sottrarsi alla rilevazione dei radar, simili a quelle usate in operazioni militari storiche. Queste evoluzioni suggeriscono un cambiamento nelle tattiche cinesi, con l’intenzione di preparare una futura offensiva senza attrarre l’attenzione delle forze avversarie.

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