I Preparativi Militari degli Stati Uniti e le Preoccupazioni per l’Iran
La tensione cresce nel Medio Oriente, con gli Stati Uniti che intensificano la loro presenza militare in risposta alle minacce percepite dall’Iran. I negoziatori a Ginevra cercano una soluzione diplomatica, mentre i generali nelle sale operative pianificano le ultime mosse. Questo scenario è caratterizzato da pressioni, timori di azioni avventate e tentativi di bluff, tutti volti a costringere l’altra parte a rivelare le proprie strategie, riporta Attuale.
Recentemente, la portaerei Ford ha lasciato Souda Bay, a Creta, per dirigersi verso il Mediterraneo orientale, come testimoniato da un video condiviso su X. Parallelamente, una società cinese ha pubblicato immagini satellitari che mostrano i movimenti dell’aviazione statunitense. Inoltre, a Diego Garcia, nonostante un divieto da parte di Londra di utilizzare la base per attacchi contro l’Iran, diversi aerei sono stati schierati per missioni ricognitive e di rifornimento, alcuni dei quali provenienti da Misawa, in Giappone.
Un altro sviluppo significativo è il dispiegamento di F-35 presso la base di Muwaffaq Salti in Giordania e il trasferimento di aerei F-22 nella base israeliana di Ovda. Il Pentagono ha mobilitato questi caccia avanzati per rispondere a potenziali attacchi iraniani. Si stima che oltre cento aerei cisterna siano distribuiti in varie installazioni, pronti a supportare le operazioni dei bombardieri strategici. Le speculazioni sull’eventuale uso della forza oscillano tra l’ipotesi diattacchi limitati per costringere Teheran a negoziare e quella più preoccupante di una campagna militare su vasta scala.
Il trasbordo di materiale militare, in particolare sistemi anti-aerei, continua senza sosta. Aerei Awacs, RC-135 e droni come gli U-2 sono stati schierati come parte di questa strategia; queste unità svolgono funzioni di sorveglianza e raccolta d’intelligence. Le preoccupazioni esprimono un elevato allerta per gli attacchi da parte di milizie sciite, mentre il futuro obiettivo finale della strategia statunitense rimane oscuro.
Malgrado le affermazioni del presidente Trump, emergono timori tra i vertici militari statunitensi riguardo all’alto consumo di munizioni e la possibilità di perdite in combattimento. I recenti conflitti hanno già esaurito molte scorte di armamenti, e alcuni esperti avvertono che le operazioni possono continuare solo per un massimo di una settimana. Questo scenario fa sorgere interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine di un’operazione così costosa, che potrebbe costare decine di milioni di dollari al giorno.
La situazione attuale ha messo in luce non solo le vulnerabilità del dispositivo militare iraniano, ma anche le capacità incisive dei pasdaran, che hanno dimostrato di saper apprendere dai propri errori e di avere un piano per rispondere a eventuali attacchi. Resta quindi alta l’incertezza riguardo al risultato finale di questa escalation, con il timore di conseguenze devastanti per la regione e oltre.