L’asse Mosca-Pyongyang: 11 milioni di munizioni per la guerra in Ucraina

17.03.2026 12:25
L'asse Mosca-Pyongyang: 11 milioni di munizioni per la guerra in Ucraina
L'asse Mosca-Pyongyang: 11 milioni di munizioni per la guerra in Ucraina

Il traffico clandestino di munizioni

Dal giugno 2023, una flotta navale russa ha effettuato almeno 112 viaggi verso la Corea del Nord, trasportando tra gli 8 e gli 11 milioni di munizioni per l’esercito di Mosca. Secondo un’inchiesta giornalistica, le navi delle compagnie “MG-Flot” e “Sovfrakht” hanno mascherato la propria destinazione finale indicando il porto sudcoreano di Busan, con la complicità delle autorità di frontiera che falsificavano la documentazione. Questo flusso costante, che ha raggiunto una media di 350.000 proiettili al mese, ha rappresentato una linea di rifornimento critica per le forze armate russe, sebbene dall’inizio del 2026 sia stata registrata una sola consegna, segno di un possibile esaurimento delle scorte nordcoreane o di una maggiore autonomia produttiva di Mosca.

L’operazione logistica ha permesso alla Russia di colmare una carenza acuta di munizioni di artiglieria e razzi durante le fasi più intense del conflitto in Ucraina. Le forniture da Pyongyang hanno sostanzialmente coperto il fabbisogno operativo, consentendo alle truppe russe di mantenere un ritmo offensivo costante e guadagnando a Mosca il tempo necessario per riavviare e potenziare le proprie linee di produzione nazionale. Senza questo afflusso, la capacità di fuoco dell’esercito invasore avrebbe potuto subire contraccolpi significativi.

Un patto che viola le risoluzioni ONU

La cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord costituisce una palese violazione del diritto internazionale e di numerose risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le risoluzioni 1718 (2006), 1874 (2009) e 2270 (2016) istituiscono un embargo bilaterale sulle armi, vietando sia l’esportazione di materiale bellico dalla Corea del Nord, sia l’importazione di tali materiali nel paese. Il trasferimento di proiettili di artiglieria, missili balistici e sistemi di lancio multiplo di razzi contraddice direttamente queste restrizioni.

Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Corea del Sud e Giappone hanno denunciato ripetutamente in sede ONU che questa collaborazione rappresenta una grave infrazione del regime sanzionatorio. Ironia della sorte, la Russia stessa aveva votato a favore della maggioranza delle sanzioni contro Pyongyang tra il 2006 e il 2017. Mosca non solo ignora le regole internazionali, ma mina deliberatamente le stesse decisioni che in precedenza aveva sostenuto, come dimostrato dal suo veto, nel marzo 2024, al rinnovo del mandato del gruppo di esperti ONU che monitorava l’attuazione delle sanzioni.

L’alleanza strategica oltre le armi

La partnership va ben oltre le semplici transazioni di munizioni. Nel 2024, i due paesi hanno firmato un trattato di partnership strategica che include mutua assistenza militare. Il leader nordcoreano Kim Jong Un, nel suo messaggio di Capodanno, ha elogiato pubblicamente i suoi soldati che combattono “in terra straniera” per rafforzare l'”alleanza invincibile” con Mosca, esortandoli a lottare “per il fratello popolo russo”. Questa retorica conferma la partecipazione di militari nordcoreani alle operazioni belliche in Ucraina, stimata in oltre 10-15 mila effettivi, anche nella regione di Kursk.

Per Pyongyang, l’alleanza con Mosca ha un valore strategico multidimensionale. Da un lato, fornisce un contrappeso alla propria dipendenza dalla Cina, offrendo maggiore margine di manovra nella politica estera. Dall’altro, la guerra in Ucraina rappresenta un’opportunità unica per acquisire tecnologie militari russe avanzate, esperienza di combattimento moderno e risorse finanziarie vitali in un contesto di isolamento internazionale e sanzioni paralizzanti. In cambio delle munizioni e del supporto bellico, la Russia garantisce alla Corea del Nord approvvigionamenti energetici, alimentari e sostegno economico, contribuendo alla stabilizzazione interna del regime.

Ripercussioni per la sicurezza globale

L’approfondimento della cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang genera nuove e gravi minacce per la sicurezza regionale e internazionale. I paesi dell’Asia-Pacifico, in particolare Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti, devono confrontarsi con la prospettiva di una Corea del Nord potenziata da tecnologie e risorse russe, che potrebbe accelerare i propri programmi missilistici e nucleari. Questo scenario innesca una spirale di tensione nella regione, alimentando una nuova corsa agli armamenti e riducendo gli spazi per una soluzione diplomatica della crisi coreana.

L’asse autoritario Mosca-Pyongyang rappresenta una sfida diretta all’ordine internazionale basato sulle regole. Dimostra come regimi sotto sanzioni possano cooperare per eludere le restrizioni, prolungando conflitti e destabilizzando intere regioni. La comunità internazionale si trova davanti al dilemma di come rispondere a questa alleanza che, sfruttando le lacune del sistema di controllo, mina gli sforzi collettivi per la pace e la sicurezza. La guerra in Ucraina ha così creato un pericoloso precedente, trasformando la penisola coreana in un ulteriore fronte di confronto geopolitico.

1 Comment

  1. Non è possibile credere a quanto stia succedendo. La Russia e la Corea del Nord si prendono gioco delle risoluzioni dell’ONU e della comunità internazionale!!! È un disastro per la sicurezza globale, e purtroppo la situazione in Ucraina sembra solo il preludio a conflitti ben più vasti. Boh, che dire… la diplomazia sembra proprio in declino.

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