Affaire Bova: Tra Gossip e Giustizia
Roma, 30 luglio 2025 – L’unica certezza nell’affare Bova è Fabrizio Corona, il quale sembra sempre a proprio agio nel suo ruolo. Dopo aver ricevuto chat e audio compromettenti tra l’attore Raoul Bova e la modella Martina Ceretti, ha deciso di alimentare la curiosità di chi è in vacanza, ma non troppo. Gli altri attori coinvolti in questa vicenda mancano di coerenza. Le dichiarazioni si contraddicono, alcuni scompaiono e altri preferiscono delegare la comunicazione ai legali. I cellulari sono stati sequestrati, una procedura che ricorda le indagini di un delitto, sebbene non ci sia un morto, a meno che non si consideri defunta la reputazione di tutti e, potenzialmente, anche una relazione da cui sono nate due bambine. Due vecchi amici, definiti “solo amici”, non si parlano più. Ceretti ha cambiato contatto, mentre l’imprenditore milanese Federico Monzino si difende: “È stata lei a consentirmi di inoltrare i messaggi a Corona, ma non ho ricattato Raoul Bova.” Una rottura che può essere definita di livello estremo. Nel frattempo, la polizia postale ha trasmesso un’informativa alla Procura di Roma, ipotizzando il reato di tentata estorsione a carico del 29enne milanese, riporta Attuale.
L’avvocato Sirio Serafinelli, che rappresenta Monzino, sottolinea che il suo assistito “è stato ascoltato come persona informata sui fatti e al momento non ha ricevuto alcuna informazione di garanzia”. Monzino ribadisce quella che definisce “presa di distanza”: “Martina era con me quando abbiamo deciso di inoltrare tutto a Corona dal mio telefono. Ne era perfettamente consapevole”. Una scelta impulsiva per emergere nel panorama pubblico, ma a quale costo? Anche Ceretti è stata ascoltata e ha dichiarato di aver agito in buona fede, senza secondi fini. Monzino aggiunge: “Molti stanno interpretando la situazione in modo errato. Ho inviato tutto a Corona, non so come siano arrivate le chat a Bova. Dopo averle ricevute, Corona ha agito in totale autonomia. Da quel momento, non ho avuto alcun controllo sul destino di quei contenuti”. La situazione si fa vaga e triste quando parla del suo rapporto con la modella: “Non siamo ufficialmente insieme, ma nemmeno amici. Tuttavia, c’è un legame profondo. Martina stessa, prima di scomparire, ha riconosciuto la nostra connessione, tanto da voler proteggere me”. E adesso? “Mi sentirei sollevato se potessi contattarla, anche solo per sapere come sta. Vorrei supportarla come ho sempre fatto. Sfortunatamente, ha disattivato i social e non conosco il suo nuovo numero di telefono. Non ha più contatti con me”.
Intanto, Raoul Bova è in vacanza con le due figlie e pur tacendo, non rimane con le mani in mano. Ha in mente di avviare un’azione legale contro la compagnia aerea Ryanair, colpevole di aver ironizzato sulle sue dichiarazioni a Martina nei messaggi. “Buongiorno passeggeri dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti”, ha detto, criticando anche un video su TikTok (poi rimosso) dedicato dal Napoli agli “occhi” di Kevin De Bruyne, noto acquisto del centrocampo. “Spaccanti” anche quelli, evidenziando come l’assurdità travolga il marketing e il calcio non rimanga in disparte.
L’avvocato di Bova, David Leggi, denuncia l’ondata di violenza che ha investito il web: “Le azioni oggetto di indagine hanno attivato meccanismi illeciti e inaccettabili. Si è innescata una macchina infernale che non rispetta né le persone né i loro figli. È il nuovo Far West”. Anche la giornalista Francesca Barra, attraverso i social, condivide le difficoltà che sta affrontando Rocìo Morales, compagna di Bova: “Sono molto amica di una donna che sta vivendo un momento di grande sofferenza a causa di una valanga che le è caduta addosso. Resto in silenzio per rispetto della sua famiglia e delle sue bambine”.