L’Australia rifiuta il rimpatrio di 34 familiari di terroristi dell’ISIS detenuti in Siria

17.02.2026 14:35
L'Australia rifiuta il rimpatrio di 34 familiari di terroristi dell'ISIS detenuti in Siria

Il governo australiano nega il rimpatrio di 34 cittadini detenuti in Siria

Il governo australiano ha confermato che non intende accogliere nel paese 34 cittadini australiani attualmente detenuti in un campo di prigionia in Siria, riporta Attuale. Le persone interessate, appartenenti a 11 famiglie, avevano lasciato il campo di al Roj dopo che due uomini avevano affermato che si era raggiunto un accordo tra i governi siriano e australiano per il loro rimpatrio, fornendo loro passaporti temporanei. Tuttavia, poche ore dopo, le autorità australiane hanno smentito la notizia, ordinando il ritorno delle 34 persone nel campo.

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha ribadito la posizione del governo, escludendo categoricamente la possibilità di rimpatrio per questi individui. La questione dei campi di prigionia per i familiari dei terroristi dell’ISIS rimane complessa, nonostante la sconfitta militare del gruppo. Attualmente, migliaia di persone, molte provenienti da nazioni occidentali, sono detenute in enormi strutture in Siria e Iraq, senza alcuna speranza di rientro nei propri paesi.

Le condizioni nei campi sono frequentemente disastrose, con violenze e discriminazioni comuni. Per i governi dell’Occidente, l’accettazione del rientro di queste persone presenta notevoli difficoltà, sia per preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale, sia per motivi di politica interna, poiché risulta scomodo ammettere un’assistenza a individui legati all’ISIS. Tuttavia, in alcuni casi, si tratta di bambini che non hanno mai sotto collaborato con il gruppo o donne che sono state costrette a sposarsi con terroristi o a trasferirsi in Siria contro la loro volontà.

Recentemente, i principali campi di prigionia di al Roj e al Hol sono passati dal controllo delle Forze Democratiche Siriane, autonome fino a gennaio, a quello del governo nazionale siriano e delle sue forze di sicurezza. Questo passaggio è avvenuto in modo caotico, con diverse evasioni di massa, il numero esatto dei fuggitivi rimane sconosciuto.

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