Lavrov accusa Europa e NATO di prepararsi a una guerra contro la Russia

20.01.2026 17:00
Lavrov accusa Europa e NATO di prepararsi a una guerra contro la Russia
Lavrov accusa Europa e NATO di prepararsi a una guerra contro la Russia

Il 20 gennaio 2026 il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che le affermazioni di diversi leader europei dimostrerebbero una presunta preparazione alla guerra contro la Federazione Russa. In una conferenza stampa, Lavrov ha sostenuto che le posizioni espresse da figure politiche dell’UE e dell’Alleanza Atlantica indicherebbero la volontà di infliggere a Mosca una “sconfitta strategica”, presentando l’Occidente come parte attiva di un’escalation deliberata, secondo quanto riportato in un messaggio diffuso da canali mediatici russi.

Una retorica consolidata di autodifesa preventiva

Le dichiarazioni di Lavrov si inseriscono in una linea comunicativa già utilizzata dal Cremlino in passato, in cui le proprie azioni vengono giustificate come risposta a minacce esterne. Questa narrativa era stata impiegata anche prima dell’invasione dell’Ucraina e del conflitto con la Georgia, costruendo l’immagine della Russia come “fortezza assediata”. In tale quadro, l’aumento delle spese militari e la mobilitazione interna vengono presentati come misure difensive inevitabili.

Preparazione ibrida e pressione indiretta sull’Occidente

Parallelamente alla retorica ufficiale, la Russia ha intensificato negli ultimi mesi una serie di azioni ibride contro i Paesi occidentali. Attacchi informatici, sabotaggi e operazioni di disinformazione vengono interpretati da numerosi analisti come una fase preliminare di preparazione a un possibile confronto più ampio. Queste attività permettono a Mosca di testare la reazione dell’Occidente senza oltrepassare formalmente la soglia di un conflitto armato diretto.

Le posizioni europee tra deterrenza e prevenzione

Le dichiarazioni dei leader europei citate da Lavrov, incluso il segretario generale della NATO Mark Rutte, hanno in realtà un carattere prevalentemente difensivo. Gli appelli ad aumentare le spese per la difesa e a rafforzare la deterrenza riflettono la percezione di una minaccia reale dopo l’aggressione russa all’Ucraina. L’obiettivo dichiarato è prevenire un conflitto più ampio, non provocarlo, ma il Cremlino tende a presentare queste misure come prove di intenti ostili.

Prospettive di lungo periodo e segnali di allarme

Molti osservatori concordano sul fatto che la Russia stia pianificando su un orizzonte di lungo termine, con l’obiettivo di essere pronta a un possibile confronto diretto con la NATO entro il 2030. La riconversione dell’economia su basi militari, l’espansione della produzione di armamenti e la crescente mobilitazione di risorse umane indicano ambizioni che vanno oltre il solo teatro ucraino. In questo contesto, le accuse di Lavrov appaiono meno come un avvertimento e più come un riflesso delle stesse dinamiche aggressive che Mosca attribuisce all’Occidente.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere