Le autorità libiche rimorchiano la metaniera russa Arctic Metagaz alla deriva nel Mediterraneo

25.03.2026 13:35
Le autorità libiche rimorchiano la metaniera russa Arctic Metagaz alla deriva nel Mediterraneo

Rimorchio della nave russa Arctic Metagaz da parte delle autorità libiche

Le autorità marittime libiche stanno rimorchiando la Arctic Metagaz, nave russa che dall’inizio di marzo era alla deriva nel mar Mediterraneo. La Arctic Metagaz è una metaniera, e a inizio marzo era stata danneggiata da esplosioni. La Russia ha accusato l’Ucraina di avere attaccato la nave utilizzando droni esplosivi. Attualmente, non è chiaro dove sarà portata la nave, riporta Attuale.

Video sui social mostrano la metaniera assicurata a un rimorchiatore, con uno di questi condiviso dal giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, esperto nei tracciamenti navali nel Mediterraneo.

Nelle ultime settimane, la National Oil Corporation, la compagnia petrolifera nazionale della Libia, aveva annunciato il coinvolgimento di una società specializzata nel recupero dei relitti, poiché la Arctic Metagaz era stata sospinta dalle correnti e dal vento al largo della Libia, vicino a varie piattaforme petrolifere, tra cui una di Eni, chiamata Bouri. Eni ha comunicato al Post che fin da lunedì mattina, la metaniera è stata allontanata a distanza di sicurezza dalla sua piattaforma e che le operazioni di recupero sono gestite esclusivamente dalle autorità libiche, con cui Eni collabora per il monitoraggio del relitto.

Nei giorni scorsi, vari governi europei, incluso quello italiano, si sono detti preoccupati per il possibile danno ambientale. Non è ancora chiaro se ci siano stati sversamenti di gasolio, utilizzato come carburante, o dispersioni di gas nella zona.

L’Ucraina non ha confermato finora l’attacco alla Arctic Metagaz, che tuttavia è presente in un elenco del governo ucraino, che include navi accusate di far parte della “flotta fantasma” russa. Queste navi, anche non di nazionalità russa, trasportano clandestinamente petrolio e gas per aggirare le sanzioni contro la Russia. Gli attacchi droni alle navi e raffinerie russe rappresentano un segnale dell’Ucraina per dimostrare la sua capacità di colpire la Russia in uno dei suoi settori più redditizi, necessario per finanziare la guerra di invasione.

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