Le impronte ritrovate a Garlasco appartengono al fratello di Chiara Poggi e a un carabiniere

11.11.2025 23:45
Le impronte ritrovate a Garlasco appartengono al fratello di Chiara Poggi e a un carabiniere

Impronte chiave nel caso di Garlasco

Garlasco (Pavia), 11 novembre 2025 – Le impronte rinvenute nella villetta di Garlasco appartengono a un carabiniere e a Marco Poggi, il fratello di Chiara, secondo quanto accertato dal dattiloscopista Giovanni Di Censo. Il 26 settembre, il nuovo perito ha ricevuto dalla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, l’incarico di eseguire ulteriori esami sui trenta fogli di acetato, che avevano “imprigionato” le impronte sulla scena del delitto, e sui resti della spazzatura trovati il giorno dopo l’omicidio. Dopo aver constatato che il materiale estrapolato non era sufficiente per identificare tracce genetiche, ha proseguito con le verifiche dattiloscopiche, riporta Attuale.

Dettagli delle impronte ritrovate

Due impronte sono considerabili per un confronto con quelle dei presenti nell’abitazione il pomeriggio del 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi. Una, rinvenuta sulla porta d’ingresso, è riconducibile a un sottufficiale dei carabinieri; l’altra, sulla porta del garage, appartiene a Marco Poggi e consiste nell’impronta del dito medio. Tuttavia, il perito ha dovuto correggere una comunicazione precedente, poiché erroneamente indicava la porta. I Ris avevano rilevato molte impronte, successivamente riconosciute come appartenenti a due operatori. Le impronte sulla spazzatura, tutte di Chiara Poggi, comprendono quattro su una confezione di cereali e due, meno definite, sul sacchetto azzurro della spazzatura.

L’impronta 10: un mistero irrisolto

Permane l’enigma dell’impronta 10, non ancora attribuita, impressa sulla parte interna della porta del villino di via Pascoli. In una nota, legali e consulenti di Andrea Sempio, l’attuale indagato, osservano che, dopo aver escluso impronte riconducibili al loro assistito, nonostante le varie indiscrezioni, non possono proclamare vittoria e rimarcano che si tratta di un atto processuale e non di una conclusione definitiva.

Indagini su Venditti

Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, sarà nuovamente davanti al Riesame di Brescia per discutere il terzo sequestro dei suoi dispositivi informatici, avvenuto il 26 settembre. Il legale Domenico Aiello presenterà opposizione al secondo decreto di sequestro emesso dal procuratore bresciano Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola, nell’ambito di un’indagine su corruzione in atti giudiziari che coinvolge Venditti per aver incassato tra 20 e 30 mila euro dalla famiglia Sempio per favorire, nel 2017, l’archiviazione di Andrea.

Procedimenti legali e decreti di sequestro

Il primo decreto di sequestro del 26 settembre era stato annullato dal Riesame, limitatamente ai dispositivi, per motivi tecnici. Gli inquirenti bresciani ne hanno emesso immediatamente un altro. Il 3 novembre, Venditti è comparso di nuovo davanti al Riesame per discutere un terzo decreto di sequestro dell’8 ottobre, all’interno di un secondo procedimento legato al “sistema Pavia” (l’inchiesta “Clean”), in cui è indagato per corruzione e peculato, insieme al collega pm Pietro Paolo Mazza e all’imprenditore Cristiano D’Arena. Questo decreto è stato annullato integralmente.

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